domenica 13 marzo 2011

La "strada che GRONDA rifiuti verso le DISCARICHE"

Leggo con interesse i rendiconti della serata di Venerdì alla Sala Diana:
I Presenti (Cittadini e Amministratori Provinciali) si esprimono senza riserve:
- "La strada serve per raggiungere il nuovo polo delle discariche e dovete farvene una ragione" dice senza grandi sottintesi la Provincia.
- "E poi non possiamo mica bloccare lo sviluppo urbano ordinato, colorato e indispensabile di Villa Verucchio; c'è da far stare in piedi il Golf e l'aspirazione a polo intercomunale del commercio e dei servizi di quella importante comunità!"
- Conclude la Provincia: "A Poggio state tranquilli avrete anche voi il vostro sviluppo; vi svilupperete con  la ricaduta dello sviluppo di Pennabilli, Novafeltria, ecc. Mattoni e mattoni di sviluppo!"

Proseguono gli altri presenti:
- "Ma davvero che dobbiamo fare una strada per poter aprire la discarica di Torriana e ce la dobbiamo beccare tutta noi?" afferma sorpreso l'avvocato di turno che ci dà una "Mano da Santarcangelo"!
- Ci sono degli ex presenti che ricordano: "Io la scrissi una lettera (senza francobollo) con la quale vi segnalavo che i cartelli stradali deviavano gia da 10 anni ogni carico pesante verso la martoriata Poggio... ma non è arrivata (una risposta)". Epperforza... senza francobollo!.
E poi prendono la parola gli assenti:
Il Comune di Poggio Berni: "......"
La Politica di Poggio Berni: "....."
Grande dibattito, grande occasione di ascolto dei cittadini. Si chiama "percorso di partecipazione"!
Ma potrebbe intitolarsi "Vengo, vi prendo per il culo, mi giro, rido... e me ne vado."
Massimo Raggini

sabato 12 marzo 2011

Camarille















Pensieri............fra passato e attualità

"I partiti sono soprattutto macchine di potere e di clientela, sentimenti e passione civile, zero. Gestiscono interessi, senza perseguire l'interesse comune, non sono più organizzatori del popolo, formazioni che ne promuovono la maturazione civile e l'iniziativa: sono piuttosto federazioni di correnti, di camarille, ciasuna con un "boss" o un "sotto boss". I partiti hanno occupato gli enti locali. E il risultato è drammatico. Tutte le operazioni vengono viste prevalentemente in funzione dell'interesse del partito o della corrente o del clan cui si deve la carica"

Stralcio liberamente tratto da un'intervista a Enrico Berlinguer (1981)

lunedì 7 marzo 2011

La scuola ha o no una funzione costituzionale a rischio?

Dopo i proponimenti di questo governo, messi in fila da molto tempo e culminati con la presa di posizione netta del Presidente del consiglio, vale la pena sottoporre due testi:
1) La nostra costituzione
2) Il famiggerato (gira su tutta la rete) discorso di Piero Calamandrei
Eccoli:
LA COSTITUZIONE ITALIANA

L‘Art. 33 stabilisce che:
L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.
La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.
Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato....

l’Art. 34 della Costituzione recita :
La scuola è aperta a tutti.
L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.
I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.
La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.


Diceva al III Cngresso in difesa della scuola nazionale pubblica a roma nel Febbraio 1950
Come si fa a istituire in un paese la scuola di partito? Si può fare in due modi. Uno è quello del totalitarismo aperto, confessato. Lo abbiamo esperimentato, ahimè.

domenica 6 marzo 2011

Cosa altro devono farci per provocare la nostra reazione?

Il Primo ministro commette reati.
L'Italia non reagisce.

Il Governo prepara la "presa della giustizia" dopo la "presa del parlamento" con la legge "porcata".
L'Italia non reagisce.

Il Primo ministro dichiara che la scuola pubblica insegna cose sbagliate, la demolisce. L'Italia non reagisce.

Uno dei due principali alleati e amici del Primo ministro ammazza migliaia di persone con le bombe; "non voglio disturbarlo" dice l'Italia.
L'Italia non reagisce.

Il ministro della difesa Tedesco si dimette con una lettera che fa venire i brividi.
L'Italia non reagisce.
Perché?

Ve lo dico io perché!
Perché vogliamo veder sgocciolare il sangue dalla bocca dei nostri figli, vogliamo che le teste spaccate dei nostri genitori cominciono a imputridire, abbiamo bisogno che le nostre mogli vengano violentate per reagire. Siamo un popolo vile, servile, furbastro e codardo.
Ci meritiamo esattamente quello abbiamo!

venerdì 21 agosto 2009

La legge del mare


"Nessuna politica di controllo della immigrazione consente a una comunità internazionale di lasciare una barca carica di naufraghi al suo destino. Esiste una legge del mare, e ben più antica di quella pure codificata dai trattati. E questa legge ordina: in mare si soccorre"
Quotidiano Avvenire