Alla fine erano tutti contenti e quando alle 14 si sono ritrovati nel foyer del teatro "Franco Parenti" per un lunch molto sobrio, i banchieri e i politici che hanno partecipato al convegno della Fondazione ItalianiEuropei sorridevano rilassati. Seminario organizzato da Massimo D'Alema a Milano che ha fatto alzare le chiappe a calibri come Geronzi, Grilli, Abete, ecc.In questo incontro più accademico che politico il vero trionfatore è stato Tommaso Padoa-Scoppia, l'ex-ministro dell'Economia di Prodi, che ha svolto una relazione lucida e severa come può fare solo chi è fuori dai giochi e sta seduto con Barbara Spinelli in un bistrot di Parigi in preda al disincanto.
Il risultato finale è comunque positivo agli occhi del lider Maximo che per una coincidenza apparentemente casuale ha messo sul piatto dell'amico Bersani una ricca pietanza di poteri forti, preoccupati dalla deriva di papi-Silvio e del suo ministro Tremonti.
I banchieri hanno apprezzato perché se D'Alema avesse scatenato i suoi strali soltanto contro Berlusconi, personaggi come Geronzi, Mussari, Modiano e Palenzona si sarebbero agitati sulle poltrone con grande imbarazzo. E anche Vittorio Grilli, il pallido direttore generale del Tesoro, avrebbe avuto un crampo allo stomaco. Così non è avvenuto e il 53enne Grilli ha potuto parlare della crisi che colpisce il commercio mondiale e dei Tremonti-bond sui quali ha dichiarato placidamente: "non so se saranno sufficienti".
Se non lo sa lui che nel maggio 2005 è passato dalla poltrona di Ragioniere Generale dello Stato a quella di direttore del Tesoro, non lo sa nessuno, ma il problema non è questo quanto piuttosto capire perché un uomo storicamente silenzioso e triste come Grilli abbia risposto alla chiamata di D'Alema.
Forse con la speranza che in un futuro omai prossimo si renda libera la poltrona della Banca d'Italia . E tutti sanno che a via Nazionale si arriva con un accordo bipartisan. Come avvenne nel gennaio 2006 per Mario Draghi che fu nominato Governatore dopo ben quattro incontri di D'Alema nell'ufficio di Geronzi a Capitalia. ( Copyright © Dagospia )
2 commenti:
Tommaso Padoa Schioppa
Laurea alla Bocconi con master al MIT (Massachussetts Institute of Tecnology) di Boston
Nel 1979 Direttore Generale per l’Economia e gli Affari Finanziari alla Commissione Europea.
Nel 1983 Direttore Generale per la Ricerca Economica alla Banca d’Italia.
Nel 1987 Direttore del Consob.
Dal 1998 al 2006 fa parte del Consiglio di Amministrazione della Banca Centrale Europea
Dal 20 aprile 2006 Ministro dell’Economia
Membro di gruppi elitari quali Bilderberg , Commissione Trilaterale e membro del Comitato esecutivo dell’Aspen Institute (vedi elenco dei membri italiani)[1].
Uno di punta dei Poteri forti internazionali...
1-I membri esecutivi del Comitato dell’Aspen Institute sono: Luigi Abete, Giuliano Amato, Lucia Annunziata, Francesco Caltagirone, Fedele Confalonieri, Francesco Cossiga, Gianni De Michelis, Umberto Eco, John Elkann, Franco Frattini, Cesare Geronzi, Enrico Letta, Gianni Letta, Umberto Colombo, Paolo Mieli, Mario Monti, Tommaso Padoa Schioppa, Corrado Passera, Romano Prodi, Cesare Romiti, Carlo Scognamiglio, Domenico Siniscalco, Lucio Stanca, Giulio Tremonti, Giuliano Urbani ecc. – tratto dal sito ufficiale dell’Aspen Institute www.aspeninstitute.it/AspenWeb/AspenWeb.nsf/esecutivo?OpenForm&Lingua=E&Area=10000. Tra i membri stranieri, figurano personaggi come Henry Kissinger, Madeleine K. Albright, ecc.
Il leader che vorrei,
lo vorrei laico, secondo la definizione di Chiamparino: "La laicità viene troppo intesa come rapporto tra credenti e non credenti in politica. Non è così. E' il rapporto tra autorità e libertà su scelte che riguardano individuo, un rapporto su cui anche i credenti hanno interesse a misurarsi se vogliono ridefinire il loro ruolo nella politica"
Lo vorrei assolutamente attento alla questione morale, non per interesse, ma per educazione, per intima convinzione, perchè è così che si vive e ci si rapporta con gli altri.
Lo vorrei visionario, quasi utopico, con grandi ideali e la voglia e le idee per realizzare tali ideali.
Lo vorrei disinteressato a Berlusconi, perchè l'antiberlusconismo morirà con lui, mentre il PD dovrà andare avanti nel tempo.
Lo vorrei libero dalle correnti che attraversano il PD, capace di sbattersene di D'Alema, Veltroni, Bersani, Franceschini e compagnia bella.
Lo vorrei comunque capace di capire che le primarie non sono una guerra tra correnti, ma una espressione democratica di libertà di scelta del proprio leader, che deve essere capace a ricompattare il gruppo e far lavorare tutti per lo stesso obbiettivo.
Lo vorrei disinteressato ai risultati nell'immediato, quanto alla costruzione di una nuova cultura politica che generi nelle giovani leve l'interesse e la voglia di partecipare alla vita politica del paese.
Infine, lo vorrei donna, perchè le donne hanno la capacità di vedere il mondo con occhi diversi, sono più determinate e meno inclini al compromesso.
Ecco il leader che vorrei,
se ci sei, batti un colpo!!!!
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