giovedì 23 luglio 2009

Il venticello


Leggiamo con il ritardo e la lentezza che si addice alle calde giornate d'estate il dibattito avvenuto a mezzo stampa all'interno della compagine "Insieme per Poggio Berni". Siamo contenti: c'era bisogno di un venticello che smuovesse le cose e che rinfrescasse l'aria.
La Politica vive di scelte rapide e puntuali sulle sfide quotidiane, vive di temi e contenuti che a quelle sfide possono e devono rispondere e di un’elaborazione continua che non può non essere comunicata. Senza comunicazione, la politica è un esercizio sterile quando non dannoso e non dialogare è un lusso che nessun politico può permettersi.

3 commenti:

Sociologa Tononi Dott.ssa Paola ha detto...

Il Garbino di questi giorni ha messo a dura prova il mio rapporto con il nostro Sindaco Amati, ma ancora di più con la minoranza silente di fronte a tutti i problemi cogenti del nostro Paese.
Qui mi pare sia passato il messaggio, non ascoltate la Tononi, state lontano dalla sociologa, perché quello che dice ci impone una scelta diversa da quella che il centro ha scelto per noi.
A quelli che comandano nel centro non interessa il cambiamento a Poggio, secondo loro noi dovremmo stare sempre a novanta gradi e così potranno realizzare la gronda, la centrale nucleare, le discariche nella nostra terra di confine dove gettare tutti i rifiuti della costa.

Mi spiego meglio il Comune non ha soldi e se non si attiva una buona governance e il tanto agonizzato change management non potremo mai staccarci dal dominio dei più grossi di noi.

Sociologa Tononi Dott.ssa Paola ha detto...

Il Garbino di questi giorni ha messo a dura prova il mio rapporto con il nostro Sindaco Amati, ma ancora di più con la minoranza silente di fronte a tutti i problemi cogenti del nostro Paese.
Qui mi pare sia passato il messaggio, non ascoltate la Tononi, state lontano dalla sociologa, perché quello che dice ci impone una scelta diversa da quella che il centro ha scelto per noi.
A quelli che comandano nel centro non interessa il cambiamento a Poggio, secondo loro noi dovremmo stare sempre a novanta gradi e così potranno realizzare la gronda, la centrale nucleare, le discariche nella nostra terra di confine dove gettare tutti i rifiuti della costa.

Mi spiego meglio il Comune non ha soldi e se non si attiva una buona governance e il tanto agonizzato change management non potremo mai staccarci dal dominio dei più grossi di noi.

Sociologa Tononi Dott.ssa Paola ha detto...

CHANGE MANAGEMENT
Il change management, "gestione del cambiamento" abbraccia tutte quelle attività correlate alla consulenza ed alla messa in opera di nuove risorse finalizzate al cambiamento organizzativo della nostra amministrazione, che ha necessità di svecchiarsi e dare un'impostazione moderna e adeguata ai tempi.
La pubblica amministrazione (PA)non può cullarsi sugli allori, difronte alla modernità anzi deve attivare una politica di innovazione che scongiuri la regressione in atto.
Per riuscire nell'intento, è importante  una graduale crescita delle competenze del personale( competenze e formazione) che deve essere produttivo nell'utilizzo del complesso tecnologico adatto alle esigenze della PA. 
E' fondamentale tenere a mente i reali obiettivi e pianificare il cambiamento in virtù delle aspettative della PA a Poggio Berni.
Ci sono 4 punti fondamentali sui quali la PA di Poggio Berni può realizzare e gestisce il change managementt :
1)accettare la necessità del cambiamento;
2)fissare gli obiettivi da raggiungere;
3)pianificare il processo del cambiamento da effettuare;
4)comunicare in modo trasparente con tutti gli interlocutori


-Accettare la necessità del cambiamento: e qui me la vedo molto difficile infatti mi pare che il consulente istituito che si occupa di change management, pur conoscendo bene la realtà della PA di Pggio Berni non è capace di mettere tutto in discussione e sembra farsi condizionare da eventuali blocchi di potere in intinere, dunque pare non abbia affrontato il cambiamento con uno spirito aperto e con la convinzione di migliorare la PA. A farla breve ha rimandato ha fine anno la questione del
change management.

Fissare gli obiettivi da raggiungere: a me pare che anche se si fissano gli obiettivi c'è sempre qualcuno che opera silente affinché non si raggiungono, dando poi la colpa all'inerzia e all'incompetenza.
Gli obiettivi prefissati dalla PA devono essere chiari e mai generici. Bisogna sapere dove si vuole arrivare e come arrivarci. Un buon change manager non permette che le risorse vadano sprecate, ma anzi le indirizza verso obiettivi ben pianificati.
Pianificare il processo del cambiamento: il cambiamento deve essere pianificato nel dettaglio. E' opportuno sapere quali risorse impiegare, come impiegarle, come innovare l'impianto tecnologico e quello delle risorse umane. Il fine è sempre quello: il miglioramento della PA.
La comunicazione trasparente: mi sembra che nella PA di Poggio Berni non si vuole aprire le porte a nessuno altrimenti c'è troppo da lavorare ovvero pare che si potrebbero scoprire tutti i buchi neri.
Per gestire al meglio il cambiamento è opportuno che tutti gli interlocutori della PA (dirigenti, impiegati, operai, ecc.) siano a conoscenza delle mutazioni in atto. Per creare così  il giusto consenso tra le parti e  per raccogliere eventuali suggerimenti. Non si deve correre il rischio di alienare alcune componenti, ma instaurare invece un equilibrio dei vari elementi della PA.
In conclusione, un buon change manager conosce a fondo il campo in cui opera, e pianifica la gestione del cambiamento, ma qui da noi non ne ha voglia nessuno di farlo è troppo faticoso, pieno di ostacoli, di rivendicazioni, pregiudizi, preconcetti ecc.ecc..