sabato 25 luglio 2009

Interessi particolari e interessi collettivi


«La virtù politica è una rinuncia a se stessi, ciò che è sempre molto faticoso da sopportare. Questa virtù consiste nella preferenza continua dell’interesse pubblico agli interessi propri». Montesquieu

"...l'immagine della politica fino a Tangentopoli ha vissuto di rendita sulla spinta di una società da ricostruire nel dopo guerra, sul boom economico, su figure autorevoli uscite dalle persecuzioni fasciste. L'immagine della politica era legata a De Gasperi, Togliatti, i padri della Costituente, Nenni, Pertini, Berlinguer, Craxi che per quanti danni o errori potessero fare (e li hanno fatti, grossi) erano percepiti dalle masse come figure autorevoli, anche corrotti (magari non tutti) ma capaci. E tutto questo avveniva mentre rubavano i soldi del terremoto dell'Irpinia, mentre la strategia della tensione chiamava in causa interi settori dello Stato, mentre il sindacato era sempre più un'organizzazione clientelare e un personaggio come Vito Ciancimino diventava sindaco di Palermo. Eppure, nonostante tutto questo, l'immagine della politica era in una condizione certamente migliore di come è ora.

I motivi, a nostro avviso, sono essenzialmente tre: mediocrità, impreparazione e servilismo. Oggi il politico non può più essere autorevole perchè è solo un venditore di quadri non suoi. Il politico propone il territorio come in una televendita con la speranza che qualcuno acquisti qualcosa o porti qualche soldo. Vende il patrimonio pubblico per fare cassa e nella fase successiva diventa il rappresentante o il delegato di coloro che hanno comprato.

La politica, tradizionalmente intesa, non ha più senso perché non gestisce e non produce più niente, quindi non può più scegliere come e perché produrre, come e perché distribuire. Il politico è l'amministratore delegato del territorio diventato ormai una S.p.a. a maggioranza pubblica (ancora per poco), fra qualche anno sarà semplicemente un funzionario che invece degli interessi dei cittadini dovrà fare quelli dei propri azionisti.

Durante il processo di Norimberga a un dirigente della IG Farben (oggi Bayer), l'industria Chimica che forniva il gas Zyclon B per le camere a gas dei lager fu chiesto perchè non aveva mai denunciato il fatto che i gas venissero utilizzati per uccidere persone. Lui rispose che doveva fare gli interessi dei propri azionisti."
Tratto dal sito www.senzasoste.it

3 commenti:

Sociologa Paola Tononi ha detto...

Tratto dal mio Libro "TEORIA DEL SISTEMA D’ACQUISIZIONE D’ENERGIA PER LA VITA" (Agosto 2007)
"Prima di uccidere l'uomo deve distruggere il senso della vita e dei legami sociali" (2008).

"Qui non si tratta di Politica il fatto è che il palcoscenico della postmodernità sta mettendo in scena ancora una volta un forte cambiamento della comunicazione sociale non più differenziata per SISTEMA DI FUZIONI.
E l’individuo ancora un volta non appartiene a se stesso, ma è diventato una pedina dei GRUPPI SOCIALI FORTI, che sono diventati mediatori delle funzioni. Ed è così che in ogni sistema di funzione: Sanità, Giustizia, Scuola Economia, Politica, Religione, Scienza, Arte,si formano delle CORDATE di GRUPPI di un NOI forte, contro un TU debole, nel ruolo di cliente fruitore a pagamento (salato) della miriade di servizi, che avrebbero dovuto erogare i sistemi di funzione direttamente all’individuo anche gratuitamente. I GRUPPI NOI FORTI accumulano le risorse a danno del TU debole, che non riesce proteggere le proprie risorse e che gli vengono sottratte dal NOI forte. Ed è così che tutti i sistemi di funzioni( Sanità, Giustizia, Scuola Economia, Politica, Religione, Scienza, Arte) diventano dei servitori al servizio dei GRUPPI NOI FORTI, in cui sono concentrate tutte le mediazioni possibili per le funzioni: cioè tutte le energie necessarie per la vita dell’uomo: il cibo, la natura, le relazioni sociali, il denaro, la cultura intesa come energia simbolica nelle diverse forme come le norme, i valori, l’etica, l’estetica, la sessualità, lo slancio vitale, l’odio, l’amore, le passioni ecc.
E allora l’individuo che è stato socializzato e spersonalizzato diventa dipendente da una carta plastificata magnetica, in cui ci sono le informazioni chiave per accedere a tutti i sistemi di funzione, comandati dai GRUPPI FORTI, basta solo conoscere un numero, poi il gioco è fatto. Per averla l’individuo del postmoderno deve solo diventare cliente dei quel gruppo forte, che pagherà salatamente.

Sociologa Paola Tononi ha detto...

Ma c’è un altro modo di vivere il contemporaneo ed è quello che noi sociologi ci auspichiamo sia vissuto dalla maggior parte delle persone, che in ogni caso hanno saputo mantenere ben salda la propria memoria storica genetica, e il loro SE’ BIOS. Tra queste persone ci sono anche io. Persone libere, autonome, che entrano nella comunicazione interpersonale orientata all’individualità originale, autentica, dove ognuno è la faccia che è. Non è un IO integrato e non appartiene alla struttura di un gruppo, ma alla propria unica specifica identità, costruita solo dentro se stesso.

Sociologa Paola Tononi ha detto...

Concludendo, la presenza dei gruppi in ogni loro forma nella società è un problema evolutivo da risolvere solo attraverso l’atto di maturità dell’uomo contemporaneo. Finché l’uomo non diventerà adulto ci saranno sempre i GRUPPI, o forme particolari di comunicazione che regolano la vita d’individui immaturi, dipendenti dall’esterno e che hanno bisogno di appartenere ad un'altra identità e non a se stessi, per affrontare la complessità della policontesturalità della società.
In ogni caso la socializzazione al NOI comunitario, al NOI del gruppo etnocentrico o al NOI del gruppo forte, produce prima o poi disagio e malattia psichiatrica: l’uomo si scopre incapace d’essere persona autonoma e sono in tanti oggi coloro che si ritirano dalla storia della vita, perché non ce la fanno più ne a dipendere dagli altri né a costruirsi da dentro, né a sopportare la condizione di disagio nel riconoscersi incapaci di crescere.

Sono sempre disposta a parlare con tutti voi su questi temi.
Paola