
“Sbagliato presentare mozioni per rincorrere le tricoteuses e cavalcare gli scoop della stampa; i socialisti non le avrebbero sostenute.”
Lo afferma il segretario del partito socialista, Riccardo Nencini, commentando la bocciatura in Senato della mozione sul G8.
“Un partito laico, liberale e riformista, - prosegue Nencini - non si comporta così. Un conto è l’inchiesta giornalistica, che può piacere o non piacere, ma resta nell’ambito del ruolo legittimo, anzi indispensabile di una libera informazione. Tutt’altro conto quello dell’azione parlamentare che deve saper distinguere tra opportunità e interesse generale e che non può apparire come una persecuzione contro la persona. Visto che Berlusconi non ha ritenuto, come è avvenuto in vicende anche meno gravi in altri Paesi, ma anche qui da noi - il caso Mele per esempio - di dimettersi, l’ultima parola spetta al corpo elettorale. Saranno gli italiani al momento del voto - conclude il leader socialista - a decidere se i comportamenti privati del presidente del consiglio mettono a repentaglio l’immagine e la sicurezza del paese e se siano incompatibili, come noi riteniamo, con la figura del capo del governo”.
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