
Una ricerca durata otto anni su un campione di 100 mila soggetti ha messo in rilievo un’associazione tra ottimismo e salute fisica.
I dati nel dettaglio dicono che chi manifesta pensieri ostili verso gli altri e verso il futuro ha il 16 per cento di possibilità in più di ammalarsi di una malattia mortale; le ottimiste invece soffrono meno di patologie cardiovascolari (9%). Secondo la dottoressa Hilary Tindle, a capo del gruppo di ricerca, «la maggior parte dei dati suggerisce che un'elevata e prolungata situazione di negatività è rischiosa per la salute». Una delle possibili spiegazioni dei risultati della ricerca è che l’ottimismo si riveli prezioso nelle situazioni avverse e consenta di prendersi meglio cura di sé in caso di malattia. Altra ipotesi plausibile il fatto che le donne che si sono dichiarate ottimiste fossero più sportive, meno fumatrici e più magre delle pessimiste. Resta però da capire innanzitutto il corretto rapporto causa-effetto – se cioè si è malati perché cinici o cinici perché malati - e poi le modalità attraverso cui la causa esercita le sue conseguenze.
1 commenti:
NON E' UNA QUESTIONE DI OTTIMISMO O DI PESSIMISIMO, QUI SI TRATTA DI AVERE UNA VISIONE REALE DELLA VITA DI OGGI CHE PURTROPPO FA MALE A MOLTI.
GIOVANI ADULTI ANNOIATI , SBALLATI CORROTI E CONTAMINATI DA UNA SOCIETA' AVALORIALE, SONO ALLO SBANDO, NON HANNO LAVORO, NON SI INNAMORANO, NON HANNO PIU' IL CERVELLO CHE VIENE FUSO DALL'ALCOOL, DALLE SOSTANZE STUPEFACENTI, E DAI PSICOFARMSI .
IN QUETSA SETTIMANA DI FERRAGOSTO nel teatro all'aperto di Poggio non ci sono gli eventi, ma al loro posto ci sono frotte di macchine cariche di giovani adulti della movida rivierasca e non, trattano il sito dietro la chiesa ed il nostro teatro come un luogo dove bucarsi, sballare con alcool e accoppiarsi tra le urla e le risate sguaiate di tutti.
Il teatro all'aperto di Poggio Berni è una minaccia per i proprietari delle abitazioni del centro, è un pericolo che sta diventando sempre più preoccupante. Un evento che non solo turba la quiete ed il riposo degli abitati, comporta anche l'immediata perdita di valore economico dell'immobile, e, se il proprietario vi abita, diventa cogente per sopravvivere, la necessità di vendere e di trasferirsi altrove per poter dormire di notte.
E' un problema che coinvolge molta più gente di quello che si pensa, del quale nessuno, per paura ne parla, è quello del diritto al riposo dei cittadini, calpestato dagli schiamazzi notturni provocati dalle feste di bagordigia che si svolgono nel teatro all'aperto e della bravate di giovani o non più giovani, che schiamazzano nelle notti in cui non ci sono feste e il teatro posto che è incustodito e non illuminato, diventa un tetro dello sballo, dell'accoppiamento pubblico.
Per risolvere tale problema occorre:
Chiamare le forze dell'ordine il reato dell'art. 659 c.p. / SCHIAMAZI NOTTURNI" sussiste (d'altra parte se qualche cittadino reso insonne ha richiesto il loro intervento, vorrà dire che il riposo delle persone è stato turbato!!).
CHIEDERE AI CARABINIERI DI INTERVENIRE Il FONOMETRO DURANTE GLI EVENTI .
CHIEDERE AL COMUNE UN SERVIZIO NOTTURNO DI RONDE APPOSITAMENTE ISTITUITE.
E' assolutamente necessario che i proprietari delle abitazioni del centro non stiano zitti, rassegnati e insonni, ma facciano sentire la loro voce e le loro proteste, con denunce, esposti e richieste di interventi e di misurazioni fonometriche a forze dell'ordine, prefettura, procura, amministrazione locale, asl, pretendendo (è un loro diritto!!) E' possibile anche inviare via internet e-mail di denuncia e protesta ai siti di tali autorità, nonché a quelli dei singoli politici parlamentari e dei ministeri (vedi www.parlamento.it e www.governo.it).
Ricordo che non sono i giovani ma persone dai 25 ai 35 anni e in su che sballano. I giovani dediti allo sballo notturno sono una ristretta minoranza, e non sono nemmeno tanto giovani, visto che lo sballo comincia ad essere una rancida moda degli attuali trentenni. I giovani delle superiori, di 18, 19 anni considerano lo sballo notturno una forma di lavaggio del cervello, di controllo sociale, per impedire ai giovani di pensare; la maggior parte dei giovani di oggi, che conosco io e che mi raccontano i miei colleghi, preferisce rafforzare i propri muscoli in palestra o in piscina, invece che sballare la notte.
Sociologa Paola Tononi
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