mercoledì 19 agosto 2009

Per parlare di utopia e per pensare il futuro

Utopie dannose e utopie utili
Un illuminato go­verno mondiale che avesse il com­pito di trarci fuo­ri dalla crisi ragionerebbe pressappoco così: non basta arrestare il crollo dell’econo­mia e della finanza, obietti­vo perseguito finora; uscire davvero dalla crisi significa porre il mondo sul sentiero di una crescita che possa du­rare nel tempo senza sfocia­re in una nuova catastrofe: una crescita, come dicono gli economisti, sostenibile.

L’aggettivo «sostenibile» è stato molto approfondito negli ultimi venti o trent’an­ni e ha almeno tre significa­ti. Il primo è economico- fi­nanziario : per tutti i sogget­ti pubblici e privati ci deve essere un equilibrio durevo­le tra risorse impiegate e ri­sorse disponibili. Il secondo è sociale : disparità di vita troppo grandi tra i popoli o i ceti offendono la solidarietà umana e minacciano pace e sicurezza. Il terzo è ambien­tale : la natura stessa, un tem­po imperturbabile come Gio­ve Olimpo, è diventata fragi­le e chiede protezione. La crescita ante-2007 era insostenibile sotto il profilo economico-finanziario, ol­tre che sotto gli altri due. Ignorarlo ha portato al disa­stro, che ha distrutto molta della ricchezza creata negli anni grassi. Sarebbe irre­sponsabile farvi ritorno; il tentativo, se compiuto, pro­babilmente fallirebbe.


Si può allora chiedere: perché mai «crescita»? Non sarebbe meglio la cosiddet­ta «crescita zero», proposta decenni fa dal Club di Ro­ma? La risposta è no, perché non sarebbe sostenibile so­cialmente; non basterebbe a migliorare la condizione del­l’oltre metà del genere uma­no priva di scarpe ai piedi, di acqua potabile, di cure mediche adeguate, per non dire del miliardo a rischio di morte per fame. No, quindi, alla crescita zero per il mon­do intero; ma sì (o quasi) per il mondo ricco, che scar­pe ne ha in abbondanza, la­scia aperto il rubinetto del­l’acqua, getta molte delle medicine ottenute gratis e da solo produce gran parte del degrado ambientale. In breve: crescita mondia­le moderata, concentrata nei Paesi emergenti di Asia e America latina, presidiata da un sistema mondiale di leggi, tasse, spese, incentivi, aiuti, norme ambientali che la rendano sostenibile sotto i tre profili.

Le questioni irrisolte e le difficoltà concettuali non so­no da poco, ma un modello di crescita sostenibile non è, per l’economista, terra inco­gnita. Indirizzarvi l’econo­mia-globale-di-mercato, mo­bilitando i normali strumen­ti di governo propri di ogni stato moderno non sarebbe impossibile. Politicamente e tecnicamente difficilissimo, sì, ma non impossibile. Sappiamo bene che l’illu­minato governo mondiale di cui stiamo parlando non esiste. E allora? Dedurne che il mondo s’incammine­rà spontaneamente sul sen­tiero qui descritto è un’uto­pia dannosa, al pari del cre­dere che fuori da quel sen­tiero tutto possa filar liscio. Il pianeta ospita circa due­cento Stati che si dicono so­vrani, ciascuno intento a promettere l’uscita dalla cri­si e a trarre vantaggio da ogni errore o debolezza de­gli altri. Sono in agguato in­flazione, conflitti commer­ciali, nuove crisi, per non di­re guerre minacciate e guer­reggiate. Non la mano invisi­bile di Adamo Smith, ma il caos descritto da Hobbes.

Pensare una crescita mondiale sostenibile è, inve­ce, un’utopia utile, perché anche se il governo mondia­le è assai lontano e se il G20, il Fondo monetario in­ternazionale, le Nazioni Uni­te ne sono solo simulacri pallidissimi, essi sono pur sempre gli unici luoghi do­ve cercare i frammenti di un’azione responsabile.

Tommaso Padoa-Schioppa



Il Corriere della sera
19 agosto 2009

4 commenti:

Andrea ha detto...

L'ONU ha recentemente dato il via ad una iniziativa volta ad aumentare il consenso per la "coscienza globale" tramite un libro di fumetti indirizzato ai bambini. La Marvel Comics ha fatto squadra con l'ONU per creare un fumetto che insegnerà ai bambini "... il valore della cooperazione internazionale." Un ulteriore esempio arriva dal "pensatoio " londinese 'mig2', che nel dicembre del 2007 ha redatto un documento dove si afferma tra l'altro:

"Un ( unico ) mondo : La comunità globale delle nazioni si sta rendendo conto che nonostante il complesso rischio globale, che ci auguriamo di fronteggiare, dobbiamo procedere tutti insieme. La litanìa dell' " approccio globale unificato " sta diventando essenziale, che si tratti di rispondere al caos del clima ed al degrado ambientale... alle tecnologie avanzate - bio, info, nano, robo & AI - sistemi finanziari e rischio sistemico; o transumanesimo ed etica..."

Combattere i cambiamenti climatici con un " approccio globale unificato " è un concetto col quale Richard Haass - presidente del Council on Foreign Relations ( CFR ) - è abbastanza famigliare. In un articolo sul Taipei Times, Haass scrive che in un mondo che debba fronteggiare i cambiamenti climatici, la sovranità ( nazionale ) dovrà indebolirsi.

Andrea ha detto...

L'ONU E IL F.M.I. LA BANCA MONDIALE SONO I MEZZI CON CUI I SIGNORI DEL POTERE, FRA L'ALTRO FACENTI CAPO AL BILDENBERG, IMPORRANNO AL MONDO INTERO CHE L'UNICA SOLUZIONE PER RISOLVERE LA GRANDE CRISI, E FARE IN MODO CHE NON NE SEGUANO DELLE ALTRE, LA COSTITUZIONE DI UN GOVERNO MONDIALE A CUI TUTTI GLI STATI DOVRANNO CEDERE INCONDIZIONATAMENTE LA PROPRIA SOVRANITA'. COME POSSIAMO EVINCERE DALLE SITUAZIONI, ANCHE PERSONALI, CHE CON LA GLOBALIZZAZIONE NON SI E FATTO ALTRO CHE SPOSTARE IL LIVELLO DI TENORE DI VITA DI OGNI CITTADINO SEMPRE PIU' VERSO IL BASSO, AUMENTANDO QUEL DIVARIO CHE LI SEPARA DAI POCHI ,MA MOLTO POTENTI, SIGNORI DEL POTERE. BASTI PENSARE CHE L'1% DELLA POPOLAZIONE CONTROLLA IL 70% DEL PIL MONDIALE, QUESTO CI DOVREBBE FAR RIFLETTERE ALMENO UN PO'.
FIN QUANDO NON VERRA' RIPORTATA LA SOVRANITA' MONETARIA ALLO STATO, LASCIANDO IL POTERE ALLE BANCHE CENTRALI DI DECIDERE LE SORTI POLITICO-SOCIALI ED ECONOMICHE DI OGNI PAESE ATTRAVERSO IL CONTROLLO DEI TASSI UFFICIALI DI SCONTO, E LA STAMPA DELLA MONETA, QUEST'ULTIMA, FRA L'ALTRO, MESSA A DEBITO VERSO LO STATO E QUINDI VERSO I CITTADINI INVECE DI ACCREDITARGLIELA COME, INVECE, SAREBBE FATTO SE STAMPATA DALLO STATO, CON IL BENEFICIO DI NON ESSERE GRAVATI DAL DEBITO PUBBLICO. DEBITO PUBBLICO CHE INVECE CRESCERA' SEMPRE PIU' CONTINUANDO NELLA MANIERA ATTUALE. POICHE' INFLUISCE IL PIL, CHE PURTROPPO FINCHE SARA' CALCOLATO CONSIDERANDO COME PARAMETRI VALORI QUANTIFICABILI IN MONETA, E NON CONSIDERERA' IL CAPITALE UMANO CHE E' IL COMBUSTIBILE CHE FA GIRARE IL PIL, LO SVILUPPO SOSTENIBILE TANTO DECANTATO NON POTRA' MAI VERIFICARSI.

La Paola ha detto...

SONO OTTIMISTA
Esiste la mano invisi­bile di Adamo Smith, ma esiste anche il caos descritto da Hobbes. Il fatto è che dobbiamo trovare il modo di pensare e realizzare
una crescita sostenibile e per farcela dobbiamo procedere tutti insieme.
Da decenni ormai la sovranità nazionale ha ceduto il potere alle grandi OLDING globali, quelle famose, che erogano i servizi ad ogni cittadino del mondo attraverso la vendita di una carta magnetica (che costa molto cara).
Oggi osservo tre condizioni dell'uomo economico:
I SUPER-RICCHI DELLA OLDING 1% della popolazione ( che controlla gli altri)
I LAVORATORI CHE COMPRANO LA CARTA MAGNETICA e sono tanti
I POVERISSIMI CHE MUOIONO DI FAME e sono tantissimi.
Smith e Hobbes forse potrebbero dire le stesse cose ancora oggi, ma io che per studi universitari nasco dalle loro ceneri, posso con ottimismo affermare che tra la mano invisibile e il caos c'è una soluzione di equilibrio che nasce dalla possibilità che ognuno di noi si da di diventare una uomo autentico, adulto saggio e che ponga in essere azioni di senso morale, etico, sociale,pedagogico, politico,giusto,sano,creativo e geniale ed economico
Mi auspico che I LAVORATORI CHE CONPRANO LA CARTA MAGNETICA e sono tanti, comprendano che il senso della vita, non è nel possesso o nel consumo smisurato ed eccessivo delle cose, degli eventi e delle persone, ma nello stare bene con se stessi e insieme in NOI SOCIALE morale, etico, sociale,pedagogico, politico,giusto,sano,creativo e geniale ed economico, dove tutto il materialismo svanisce, per lasciare il posto all'emozione, al sentimento, alla passione, alla gioia, alla voglia di esserci per fare la nostra storia, una storia migliore, una storia da uomini: la nostra storia è ancora aperta.
Dunque facciamo ognuno la nostra parte, prima di tutto non carichiamo la nostra esistenza di pesi per noi insostenibili, altrimenti siamo i primi ad attentare al DNA dell'umanità. Impariamo a vivere sostenibile allora capiremo anche cosa significa economia sostenibile.
Anche io credo nell'opera dei 20, ma ancora di più credo in me stessa e parto da me per la mia storia sostenibile e nel mondo insieme agli altri per la storia di un mondo sostenibile.
Grazie Andrea per avermi stimolato questi pensieri.
Paola

La Paola ha detto...

Grazie anche al bel Dott. Massimo Raggini che ha sempre nuove stimolazioni per tutti noi, almeno per coloro che le sanno cgliere.
Paola