martedì 11 agosto 2009

Piano casa


Vale la pena riassumere alcune dei punti di maggior rilievo di una legge articolata e complessa: centri storici, aree naturali protette e aree di edificabilità assoluta sono escluse da qualsiasi intervento; gli ampliamenti previsti riguardano abitazioni fino a un massimo di 1000 metri cubi, dove si potranno costruire, solo in adiacenza alle abitazioni, al massimo 200 metri cubi di ampliamenti, equivalenti a 62,5 metri quadrati circa; si possono demolire e ricostruire edifici con aumenti di cubatura massimi del 35% a condizione che vengano superati di almeno il 10% gli obiettivi di risparmio energetico e fonti rinnovabili stabiliti da leggi nazionali e regionali (nel Lazio è già in vigore una buona normativa sulla bioarchitettura); gli ampliamenti possibili salgono fino al 60 per cento se gli interventi riguardano veri e propri programmi di riqualificazione ambientale, con la liberazione di aree di pregio (parchi, litorali, zone vincolate), che vengono rinaturalizzate e rese pubbliche e la ricostruzione in zone idonee; viene stanziato 1 miliardo di euro in 10 anni per costruire e/o recuperare case popolari; vengono concessi finanziamenti e agevolazioni alle persone anziane a basso reddito che ristrutturano i loro appartamenti, sempre per renderli più efficienti dal punto di vista energetico; si possono ampliare del 10% attività di piccolo artigianato e impresa, che non superino i 1000 metri quadrati di superficie, solo a condizione che migliorino i loro sistemi di abbattimento dell’inquinamento acustico e atmosferico e riducano i consumi di energia.
Si poteva fare di meglio? Sicuramente sì. Ma anche grazie agli assessori e al gruppo consiliare di Sinistra e Libertà il Lazio ha una legge che non si limita a “fotocopiare”, magari riducendo i danni, il dettato berlusconiano. Nella nostra regione esistono problemi, penso soprattutto alla cosiddetta emergenza abitativa, che altri territori non conoscono, almeno nelle nostre dimensioni. Dobbiamo affrontare situazioni di degrado, determinate da decenni di abusivismo edilizio, regolarmente condonato, e di pessima gestione del territorio, finalizzata solo a valorizzare la rendita fondiaria, senza preoccuparsi né della qualità del costruito né, tantomeno, dei servizi. Abbiamo zone di pregio paesaggistico, come l’Agro romano, solo in parte tutelate, soggette a fenomeni di abbandono e minacciate da nuove colate di cemento, magari in nome del “social housing”.

A questi problemi abbiamo cercato di dare una risposta, concreta, sostenibile e innovativa. A partire da settembre c’impegneremo perché il quadro legislativo sia completato con la legge sul diritto all’abitare (una nostra mozione in questo senso è stata approvata a larga maggioranza) e dalla legge che vincola dal punto di vista paesaggistico tutto l’Agro romano, semplificando allo stesso tempo la vita degli agricoltori.

E’ su questo difficile confine tra tutela ambientale e rilancio dell’economia, risposta ai bisogni sociali e salvaguardia dei beni comuni che si gioca anche una sfida culturale per Sinistra e Libertà. Il cosiddetto “ambientalismo del fare” si è infranto sulle contraddizioni del Pd, favorevole al carbone pulito e pronto a strizzare l’occhiolino al nucleare. Noi, però, non possiamo rassegnarci a diventare, nella migliore delle ipotesi, i custodi dell’immobilismo, che spesso si traduce in abbandono e degrado. Dobbiamo assumerci dei rischi, misurarci anche con impostazioni culturali che hanno dimostrato, nel tempo, la loro inefficacia, cercare nuove strade, sperimentare nuove soluzioni. Nel Lazio, più o meno consapevolmente, abbiamo definito una nostra proposta politica, i cui risultati sono ovviamente da verificare. Ma i giudizi che abbiamo raccolto finora fanno davvero sperare bene.

Enrico Fontana - capogruppo di Sinistra e Libertà alla Regione Lazio

1 commenti:

un cittadino che non se ne frega ha detto...

Una delle cose che più mi fa pensare Poggio Berni come UN PAESE A ROVESCIO è il SIELENZIO dei bernesi di fronte a tutto quello che succede.
Il comitato Salviamo Poggio Berni si è istituzionalizzato nel PD, ora tutti sono contenti, né riparleremo quando una mattina qualcuno sentirà sotto la sua finestra della sua camera da letto la ruspa della GRONDA!
SILENZIO di fronte allo sbancamento dei una collina per farci sopra case al Trebbio, di fronte 150 villini per i ricchi a Camerano, di fronte allo sbancamento sul versante del centro verso i cimitero dove si costruiranno un centinaio di appartamenti. Si presume che si costruiranno qua e là su tutto il nostro territorio centinaia di case e si cementificherà il 20% 30% per cento in più di quanto esiste oggi.
SILENZIO di fronte al fatto che il nostro Comune spende per i suoi 15 impiegati circa 600.000,00 Euri l'anno e non ha 1500 euri per portare gli anziani ammalati alle terme.
SILENZIO di fronte alle nostre scuole, quando Alessi dice che sono tutto a posto ed invece io so che ci sono lavori da eseguire e che nel Peter Pan devono essere ancora ultimate le indagini.
SILENZIO di fronte al fatto che i lavori della Gronda fino a Pontaccio Macello partiranno presto e Santo Marino subirà guasti nefasti se non si prenderanno presto delle decisioni in merito. E invece di fare delle adeguate osservazioni in merito al PSC il nostro Consiglio ha sparato una delibera illogica, ancor più di certi contenuti del PSC di Santarcangelo.
SILENZIO di fronte all'inquinamento dell'Ozono che è a livelli di criticità, di fronte alla puzza degli allevamenti zootecnici che toglie il respiro ai bernesi, di fronte all''inquinamento acustico e ambientale della Santarcangiolese che tiene sotto scacco, chiusi in casa, gli abitanti di Santo Marino e Sant'Andrea.
Mi domando a chi credono di vendere tutte ste case i costruttori, non credo proprio che la gente esca dalle città per venire a tribolare in campagna dove non ci sono servizi e l'inquinamento è più grave.
I politici poi si riempiono la bocca di frasi fatte del tipo: facciamo sistema turismo costa-entroterra. E' un tempo che non c'è più, oggi è il tempo dei nostri territori in degrado, inquinati, cementificati. E' il tempo della fame, della povertà, dei cassaintegrati, dei giovani e adulti senza lavoro, quella della paura di non farcela, dei suicidi di giovani padri che sono in cassa integrazione e non riescono a sfamare i figli tanto meno a pagare la rata del mutuo della casa. E' il tempo degli anziani costretti dal finto bonismo delle badanti a subire ogni tipo di angheria, è il tempo degli anziani depressi soli che tentano il suicidio, perché ammorbati dalla solitudine e dalla mancanza di affetto dei loro figli, figli che pensano alle ferie al mare, a spassarsela a Dubay o in qualche isola vip dell'oceano! Chissà perché nessuno vuole conoscere questi fatti e siamo solo noi addetti ai lavori a rilevarli!

Sono d'accordo con MORRI MAURO il sindaco di Santarcangelo, meglio un Parco Scientifico Tecnologico nella area del fabrec, dove i cervelli dei nostri giovani scienziati trovino la soluzione alla crisi, meglio creare posti di lavoro nella green economy ed i servizi per i lavoratori, meglio costruire le residenze servite per gli anziani, che a breve saremo la maggior parte della popolazione.