sabato 1 agosto 2009

Ponte, Viadotto o Cavalcavia?


Un ponte è una struttura utilizzata per superare un ostacolo naturale o artificiale, che si antepone alla continuità di una via di comunicazione. Avremo dei ponti propriamente detti se l'ostacolo è rappresentato da un corso d'acqua, avremo dei viadotti se l'ostacolo è una vallata (discontinuità orografica), avremo dei cavalcavia se l'ostacolo è rappresentato da un'altra via di comunicazione.

tratto da: Wikipedia, l'enciclopedia libera.

2 commenti:

Sociologa Paola Tononi ha detto...

Ma se l'ostacolo è politico come si chiamerà?

Sociologa Paola Tononi ha detto...

Domanda:
Ma oltre a leggere, c'è qualcuno di Voi, e so che siete in tanti, che sa anche scrivere?
Comincio a pensare che tutti qui in giro, esclusi i banditori e me, siano rimasti gli italiani di quella razza di chi rimane a terra."...quella dei vinti, dei diseredati, dei tenuti lontani dal potere.
La distorsione culturale della Democrazia è la dittatura della maggioranza, quella che solo pochi decenni addietro si chiamava “regime”, che esclude ogni forma di dialettica interna ad ogni società civile e scaturisce, inevitabilmente, in una frattura insanabile tra governanti e popolo governato; è l’esaltazione della iniqua legge del più forte che impone le sue scelte. La prova che un sistema, inizialmente, democratico vira verso il regime della maggioranza è data dal ricorso al “voto di fiducia” che il leader di una maggioranza pone su un libero esercizio di voto, per garantirsi che la maggioranza precostituita obbedisca agli ordini impartiti. Praticamente l’obbligo, per i rappresentanti del popolo, di tacitare la propria coscienza e mettere il cervello all’ammasso. Il voto di fiducia stronca sul nascere qualsiasi velleità di autonoma capacità di giudizio, di critica, di dibattito, è la negazione stessa della Democrazia.Quando il ricorso a questo strumento diventa sistema di governo, significa che il concetto stesso di democrazia è giunto al fondo del barile. Non contano più nulla i principi dell’etica politica, contano solamente le decisioni di quel leader, peraltro senza alcuna autorevolezza, che impone le sue scelte, solo con l’autorità del potere, non consentendo nessun diritto di critica o di replica o di libero esercizio della coscienza.