mercoledì 19 agosto 2009

Ribellarsi fa bene: a chi lo fa e a chi non osa


"Dunque diciamolo: è morta la dimensione collettiva. Il “noi” che rafforzava i tanti “io” di cui era composto, latita. Era onnipresente, la prima persona plurale. Ora è scomparsa. Non è mai stata facile da declinare: includere l’Ego degli altri, sistemarlo accanto al proprio, non è mai naturale, tocca smussare angoli, reprimere individualismi, concedere generalizzazioni, perdere qualcosa di sè. Però si può fare, anzi: si deve.

Soltanto una massa di “io” ordinati in un “noi”, che li sovrasta e li protegge e li rappresenta, nel corso della storia, ha saputo abolire lo schiavismo, difendere il lavoro, conquistare diritti uguali per tutti, combattere il fascismo. L’individuo, da solo, può regalare all’umanità soltanto il godimento dell’arte. È necessaria, l’arte, ma non è sufficiente. Non oggi e non qui, in Italia."

Lidia Ravera

3 commenti:

La Paola ha detto...

Da tempo desidero stare nel NOI, ma qui a Poggio non è possibile, c'è ancora troppo confusione e mi sono stancata di stare in mezzo ai fuochi incrociati ovvero di stare a guardare senza potere fare niente per i nostri fratelli litigiosi. Sono in parte d'accordo con il banditore ed è per questo che ieri ho telefonato alla sede del PD di Santarcangelo (0541 626393) ho trovato a telefono Massimo Paganelli e a lui ho comunicato la mia decisione di iscrivermi al PD di Santarcangelo. Bene a breve vado a iscrivermi e prenderò la tessera del PD.
Sono in sintonia con il programma del sindaco Mauro Morri, che spero possa realizzarlo in tutte le sue parti, e per quello che posso sarò sempre pronta ad aiutare il primo cittadino che stimo e apprezzo per le sue vocazioni, i suoi talenti, la sua spiccata intuizione, che ho avuto modo di conoscere seguendo la sua vita politica.

La Paola ha detto...

A volte bisogna ribellarsi anche a se stessi, quando si rimane troppo in stallo su posizioni che fanno stare malissimo nel corpo, nella mente e nello spirito.
>>>>>

Vale la pena di leggere la mozione di Franceschini, e se avesse ragione lui?
La crisi del modello capitalista avanzato è esploso, ci siamo mangiate le risorse dei nostri figli e nipoti (io mi vergogno), siamo precipitati nel caos e nell'anomia. Abbiamo sacrificato il valore della libertà (mi prendo tutto quello che voglio) a discapito della coesione sociale.
L'uomo contemporaneo è allo sbando, è profondamente egoista e non sa perdonare, non ama nessuno all'infuori di sé.
TUTTI ABBIAMO PAURA L'UNO DELL'ALTRO!
Anche io mi sono impaurita di fronto a quello che ho di fronte. Adesso ho capito perché ho chiesto a viva voce il ritorno alle parrocchie, all'oratorio, al bar del prete, al campo del calcetto: era solo una grande paura. Non mi sono accorta che stavo facendo un atto di regressione devastante ancora di più della mia paura.
Ha ragione Franceschini la paura della crisi, del futuro e di non farcela ci ha proiettato ancora nelle ricerca di un padre terreno(la destra) e/o celeste, di una destra e di un Dio severi, SUPER-IO forti, censori di ogni nostro impulso, che ci impongano il rispetto delle regole, dell'altro, del la proprio territorio, perché simo diventti primitivive incivili: siamo allo sbando.
Che errore madornale ho fatto! Pensavo che il ritorno a Dio fosse necessario per l'uomo allo sbando, dimenticandomi che, la sua condizione odierna, nasce proprio dal fatto che è stato tradito da quella illusione propinata dai preti, in quel modo ed è stato proprio quel presunto Dio, che vuole e può tutto, la causa del fatto che l'uomo non ha ancora trovato se stesso.
Porca miseria che cazzata che ho detto quando vi esortavo a ritornare alle parrocchie!

Ogni uomo deve attraversare le sue tappe evolutive, il periodo dell'infanzia con la sua magia, delle favole, dei miti religiosi e il suo animismo, il periodo operativo concreto della seconda infanzia, della speculazione teoretica dell'adolescenza, del romanticismo della giovinezza, della lotta per raggiungere la maturità e conquistare il proprio SE' maturo e integrale. Poi una volta attraversate tutte queste fasi vitali, allora, per dirla alla Franceschini, può operare per il senso di una grande missione sociale collettiva, in cui i suoi talenti sono messi a disposizione per SE' e per il proprio Paese.
Vale la pena di tentare di stare con Franceschini, per ricostruire una NUOVA IDENTITA' del NOI, credere e incarnare questi valori:
1.FIDUCIA IN RISPOSTA ALLA PAURA
2.REGOLE
3.UGUAGLIANZA
4.MERITO
5.QUALITA'
Adesso vado convinta verso il PD di Franceschini.

La Paola ha detto...

Perché la mia scelta di Franceschini e non Bersani?
I due politici dicono le stesse cose, ma in modo diverso e con concetti di fondo molto incisivi fondamentali profondamente differenti, per le modalità ed il fine del cambiamento.
Ho scelto Franceschini perché ci esorta a non avere PAURA. Lui è il vero riformista, quello che passa subito ai fatti, che va all'assalto del sistema, lo scuote, lo perturba e lo stimola a 360 gradi verso il cambiamento rapido senza sconti correttivi. Con lui si passa al cambiamento dinamico, rapido e resettivo.
A me sembra invece che Bersani basi le sue azioni partendo dal concetto del LIMITE, lui invece ci segnala il limite cioè la MORTE e questo non è una esortazione ma un monito, dunque è ancora la vecchia guardia della vecchia politica che dice state attenti a come vi muovete. Il monito del LIMITE potrebbe essere un deterrente al cambiamento rapido, alla infinite e illimitate possibilità che si sono all'orizzonte, dunque mi pare che con Bersani il cambiamento potrebbe essere molto lento, quasi statico e con ricadute nel passato.
Cosa ne dici Massimo del mio travaglio.
E tu Maurizio?