
"E' certo che il governo deve essere consapevole che nel Parlamento nessuno vuole limitare il diritto-dovere di governare che una maggioranza ha, nel momento stesso in cui dal responso delle urne risulta tale. Al tempo stesso, nessuno da parte del governo può pensare di non doversi confrontare con il Parlamento, perchè questo prevede la nostra Costituzione, e quindi nessuno può pensare di esautorare il Parlamento dal diritto-dovere che ha di controllare, di emendare se lo ritiene, di approvare o respingere un provvedimento del governo".
Gianfranco Fini
4 commenti:
Dedicato ad una mia amica
Chi vuole ancora appartenere al NOI COMUNITARIO che viene gestito dall'alto o è un uomo immaturo ovvero è uno scafatone che illude e si illude di raggiungere il potere sull'altro.
Prendiamo ad esempio il sistema sociale coppia, il NOI della coppia non è costituito dalle identità dei coniugi, ma dalle comunicazioni funzionale tra i due, che ha come temi interessi condivisi: educazione figli, gestione della casa, del patrimonio famigliare ecc., qualora uno dei due coniugi volesse implementare il cervello all'altro e imporre la sua identità, la coppia scoppia.
La stessa cosa dicasi del sistema sociale famiglia, c'è un MOI famiglia che non è costituito dalle identità dei componenti, ma dalle comunicazioni che essi fanno che hanno come temi interessi condivisi. Qualora una identità prevalesse sull'altra, si litiga ed il sistema va tutto in crisi: qualcuno urla più forte dell'altro per imporre le sue ragioni, l'altro non ascolta, c'è chi se ne va via dalla comunicazione e non vuole sentire niente, c'è anche chi se ne esce dal gruppo famiglia, per sempre perché altrimenti sbotta e crepa, se sta li a sopportare la lunga e interminabile lotta tra le parti.
Vuoi sapere come va a finire?
Quando aiuto una famiglia in crisi e parlo con tutti gli individui che la compongono, per prima cosa non vado a cercare le differenze, ma le uguaglianze, cioè gli elementi di condivisione che tengono uniti la famiglia. Ascolto tutte le differenze, ma cerco di fare emergere e gettare un fascio di luce sulle cose che hanno in comune, devo dire che sono sempre tante punto dalle condivisioni per ricomporre il sistema famiglia. Di solito individuo all'interno della famiglia le collusioni cioè le divisioni in diade (due contro il terzo), il terzo a cui dare la colpa di tutti i problemi famigliari. Il terzo è capro espiatorio, su cui riversare tutte le colpe dl gruppo famigliare, è un modo patologico per tenere un pseudo equilibrio del gruppo. E' un lavoro lungo, faticoso ed estenuante, ma alla fine ottengo sempre buoni risultati. Vale a dire ognuno riporta a casa se stesso e riconosce i propri pregi ed i propri difetti e si impegna a non ricommettere sempre gli stessi errori, quelli che portano alla crisi del gruppo famigliare. Naturalmente le diadi collusive si spezzano, il componente che è stato rilegato nella condizione di capro espiatorio, deve essere aiutato a ricomporre le parti di sé spezzate dalla famiglia, in breve è l'individuo che ha sofferto di più durate le crisi famigliare quindi va aiutato per un lungo periodo con psicoterapia e se del caso anche farmaci. Di solito il soggetto ex capro espiatorio, si allontana dalla famiglia per sempre e crea una sua nuova famiglia.
E IL NOI COMUNITARIO?
Il NOI COMUNITARIO DI UN PARTITO POLITICO ha le stesse problematiche di u sistema sociale o gruppo sociale, non è costituito dalle identità o personalità delle persone che sono nel partito, ma dalle COMUNICAZIONI FUNZIONALI che hanno come temi interessi comuni. Dunque ho trovato il PD di Poggio Berni, come una gruppo famigliare in crisi e sfilacciato in tre tronconi, a turno e secondo del caso, osservavo due tronconi che colludevano ai danni del terzo, mi è stato difficile aiutarli perché nessuno dei tre tronconi mi ha fatto entrare(di solito un sistema altamente patologico è chiuso e rigido) è i tentativi da me effettuati sortivano sempre comunicazioni su basi disfunzionali, in pratica si è tentato di rilegarmi nella condizione del capro. Per difendermi ho reso noto il mio desiderio di entrare nella competizione politica con un mio simbolo identitario, ben specifico e diverso da quello del PD o del Pdl, solo allora tutti hanno compreso che non appartengo né al NOI né del PD nè del Pdl, che sono una donna libera di e da poteri costituiti da altri. Io sono riuscita a portarmi a casa integra, ma il GRUPPO NOI PD ha continuato ad andare sempre più in crisi fino allo sconquasso finale, che ha mostrato palesemente i tre monconi in forte conflitto tra loro.
Le elezioni sono state vinte non per consenso democratico, ma dal moncone più forte, più spregiudicato, più seducente, più capace di compromessi: io di do se tu mi dai: tutto come da copione..........Come andrà a finire? Chi vivrà vedrà.
A dimenticavo la questione tra me a Valli, è completamente su basi personali, solo chi io non mi sono servita di nessuno per difendermi, mentre lui ha coinvolto un sacco di gente da buttarmi contro! Peccato mi sarebbe piaciuto un confronto faccia a faccia serio, ma quando ci siamo incontrati e gli ho chiesto di chiudere la nostra questione, gli ho offerto la mano, lui non è riuscito a guardarmi in faccia....Come andrà a finire? Ci vivrà vedrà?
Volevo aggiungere una considerazione importante, fino a che un individuo non evolve e non guarisce dalle proprie patologie comportamentali, cognitive e psicologiche, fino a raggiungere un SE' integrale, adulto e saggio: normale, in qualsiasi gruppo entra, recitare sempre la stessa parte e lo stesso copione, può cambiare palcoscenico, in famiglia, nel partito, sul lavoro, nel gruppo del divertimento, ecc.ecc., ma la recita è sempre la stessa, perché il regista e l'attore sono in un unica persona: e lui che prepara le mosse, il copione e lui che le recita! E si compiace quando i cuoi complici a pera compiuta e recitata gli battono le mani.
Ed è così che l'uomo immaturo, incompiuto può essere cinico, crudele e anche un mostro o il più crudele degli assassini, che prepara le sue strategie, il suo agire malvagio e recitarlo compiacendosi di avere vinto e stravinto sulla sua vittima, ma non si accorge che la prima vittima è se stesso. L'uomo che uccide ha rotto tutti i vincoli dei legami di senso sociale e si insedia laddove c'è ignoranza, paura e viltà, dove c'è un popolo vinto. I popoli vinti sono preda di dittatori di ogni specie e di ogni forma.
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