mercoledì 29 aprile 2009

MOLTO HARD

Per comprendere bene tutta la panoramica politica che ci troviamo di fronte, non possiamo fare a meno di evidenziare alcuni aspetti  celati dietro il " teatrino orchestrale  " dei nostri politici diretti dalle lobby finanziarie ed economiche.

Riporto il Piano di rinascita Democratica attualmente intestato a Licio Gelli della loggia P2, ma che in effetti è stato concepito e scritto da un certo Attilio Bigagli, in una serata alla Tenuta Amalia, si proprio qui a Villa Verucchio, il quale sfortunatamente, dopo una caduta dal motorino, si trova paralizzato e fà spola fra il Salus di Torre Pedrera e Cattolica. 
E' evidente che la maggior parte dei punti principali si sono compiuti in maniera impeccabile davanti agli occhi chiusi delle OPPOSIZIONI di Governo, questo ci dovrebbe far riflettere almeno un pò......

martedì 28 aprile 2009


Il nucleo dell’ignoranza, ovvero come confezionare un’esplosione di consenso.

di Monia Benini

1987: il 65% degli italiani va a votare per 3 referendum che prevedono:

la cancellazione dell'intervento statale se il Comune non concede un sito per la costruzione di una centrale nucleare;

l’abrogazione dei contributi di compensazione agli enti locali per la presenza sul proprio territorio di centrali nucleari;

l’esclusione della possibilità per l'Enel (allora unico ente per l’energia elettrica, di proprietà statale) di partecipare alla costruzione di centrali nucleari all'estero.

 

I primi due quesiti ottengono il consenso di circa l’80% dei votanti; per l’ultimo si esprime a favore il 71% degli elettori.

2008: il Governo calpesta la volontà espressa nell’87 dagli Italiani, rendendolo carta straccia e violando la Costituzione laddove riconosce la sovranità ai cittadini.

2009: il Primo Ministro italiano sigla con la Francia un accordo palesemente fuori legge.

Giorno dopo giorno si susseguono sondaggi relativi all’opinione italiana in merito al ritorno al nucleare, mentre i media profondono i loro sforzi nello spaccio delle “verità di stato” necessarie: il nucleare è necessario; il nucleare è sicuro; il nucleare renderà autonoma l’Italia dal punto di vista energetico; tutti paesi stanno investendo nel nucleare, mentre solo l’Italia resta al palo, ecc... Così, siccome la propaganda televisiva, per gli Italiani anestetizzati, è “la realtà”, si assiste ad un’esplosione di consenso (per cosa o per chi?).

Vediamo di chiarire alcuni punti:

L’energia nucleare è necessaria per poter garantire al nostro paese una maggiore indipendenza energetica. 
L’Italia, così come gli atri paesi europei, non possiede riserve significative di uranio. Se anche le avesse, immaginando di poter produrre con il nucleare tutta l’elettricità, potrebbe soddisfare circa un quarto del proprio fabbisogno energetico: i restanti tre quarti degli attuali consumi energetici sono infatti costituiti da combustibili, non generabili con le centrali nucleari.

Le impennate del costo del petrolio vengono contrastate dal nucleare. 
Il petrolio serve per derivarne prodotti chimici e soprattutto per produrre combustibili liquidi per i trasporti, mentre l’energia nucleare è unicamente elettricità. Ad esempio, la Francia che produce il 78% dell’elettricità che consuma per via nucleare, utilizza più petrolio dell’Italia, che, pur avendo una popolazione simile, non ha centrali nucleari.

L’Italia è costretta ad importare energia elettrica dalla Francia con prezzi elevatissimi. 
Il problema non è nostro: è un’esigenza dei Francesi. Le centrali nucleari devono funzionare a ciclo continuo e di notte, quando la domanda è minore, il sistema elettrico d’oltralpe ha la necessità tecnica - per garantire la propria stabilità - di smistare elettricità ai Paesi confinanti. Si tratta di una vendita a prezzi molto bassi, estremamente gradita dalle società energetiche italiane.

Le centrali a fissione di nuova generazione e la fusione nucleare risolveranno presto e per sempre il problema energetico. 
La fattibilità e la convenienza economica delle centrali nucleari di quarta generazione sono ancora da dimostrare: nella migliore delle ipotesi, se ne prevede la commercializzazione fra 30-40 anni.

Tutti gli altri Paesi investono nel nucleare; solo l’Italia resta a guardare, lasciandosi sfuggire un approvvigionamento energetico sicuro e conveniente. 
Da vent’anni il numero di centrali nel mondo è stabile (circa 440 impianti), e la stragrande maggioranza è costituita da vecchie centrali di seconda generazione (tipo Chernobyl e Three Mile Island). Il tempo di ritorno (ovvero il cosiddetto payback time, il tempo che occorrre all’impianto per restituire l’energia che è stata necessaria per costruirlo) è piuttosto lungo: alcuni ricercatori australiani hanno dimostrato che, con le tecnologie attualmente più avanzate nel loro paese, occorrerebbero ben 7 anni per il pareggio. Nella stessa Australia, dove sono localizzati i maggiori giacimenti di uranio al mondo, non è mai stato costruito alcun impianto nucleare. Per il funzionamento standard annuale di una centrale nucleare servono 160.000 tonnellate di materiale, che andrà riprocessato, in modo da poterne ricavare le 160 tonellate di uranio necessarie. Le 159.840 tonnellate di scarto saranno impregnate di prodotti chimici utilizzati per il riprocessamento e conterranno ovviamente isotopi radioattivi. Il costo dell’uranio e del plutonio, fonti esauribili, ha subito una notevole impennata, rendendo tutt’altro che economico l’approviggionamento. La pericolosità di queste sostanze è molto elevata: ad esempio, basta inalare meno di un milionesimo di grammo di plutonio per sviluppare un cancro al polmone.

Le scorie degli impianti non costituiscono un problema: saranno racchiuse in cassoni di cemento armato e seppellite (terra o mare). 
Il tempo di dimezzamento della radioattività del Plutonio è 24.000 anni. Per quanto riguarda il materiale primario (il plutonio è prodotto dalle centrali elettronucleari: sino ad oggi ne sono state create circa 1550 tonellate). L’Uranio-235 ha un tempo di dimezzamento di 704 milioni di anni e l’Uranio-238 di 4,5 miliardi di anni.

 

Cemento armato? Non c’è cemento che tenga e di “armato” dovrebbe esserci solo il cervello degli Italiani, in modo da non bersi più certe esplosioni di ignoranza.

 

 

Pubblicato il 03/03/09

 

La fonte di questa notizia è: www.perilbenecomune.org/

Il link originale è: www.perilbenecomune.org/index.php?mod=blabla&menu_id=&news_id=121&myaction=read_news

Diecimila volte grazie.

Nucleare? No grazie. Desideriamo vivamente ringraziare, uno ad uno, tutti i diecimila firmatari della nostra petizione, che con un gesto chiaro, quanto inequivocabile, hanno voluto condividere con noi le loro preoccupazioni in questi giorni in cui si è riaperta, purtroppo, la discussione sulla necessità per l'Italia di investire sull'energia nucleare. 

In ballo c’è una buona fetta del futuro del Paese e noi abbiamo sentito la necessità di manifestare tutto il nostro dissenso, sfruttando l’unico strumento che la democrazia ci mette a disposizione: la consultazione della volontà popolare attraverso una petizione. 

Tradito l’esito del referendum del 1987, riproponiamo con forza le stesse perplessità e le stesse istanze di allora, e questo perchè non vorremmo mai subire le conseguenze di una scelta che si prospetta scellerata. 

Sapere che in poco tempo già diecimila persone hanno condiviso la nostra iniziativa è un fatto che ci fa ben sperare, perchè sottolinea come la volontà popolare non sia del tutto convergente con quella espressa dalla politica. 

Così, in attesa di avere risposte precise sul quesito di fondo che oggi tutti ci poniamo, ossia “cosa ne faremmo delle scorie nucleari?”, vorremmo sottolineare che, come abbiamo già avuto modo di precisare con un 
apposito comunicato stampa, riteniamo l'accordo Italia-Francia sul nucleare assolutamente privo di ogni appiglio legislativo: nel 1987, infatti, sono stati approvati a larghissima maggioranza dagli italiani tre testi sottoposti a referendum popolare, e uno dei tre vieta ancora oggi accordi di cofinanziamento di centrali nucleari all'estero. 

Quel testo, approvato nel 1987, è tuttora legge italiana e dunque non può essere violato da un accordo intergovernativo: può, eventualmente, essere modificato solo da un nuovo referendum. 

La questione tuttavia, prima ancora che giuridica, è morale. Che senso ha tornare oggi a rispolverare l’argomento, quando nel 1987 ben tre referendum votati a larghissima maggioranza avevano sancito l'uscita definitiva dell'Italia dall'avventura nucleare? 

E quali benefici potremo mai ottenere da una scelta simile considerando che il nucleare non allevierebbe affatto la nostra dipendenza dall'estero, visto che l’uranio (fonte esauribile) per far funzionare le centrali dovremmo in ogni caso importarlo a un prezzo che sta salendo ancora più rapidamente del petrolio (dal 2001 al 2007 si è moltiplicato di dieci volte!). 

Senza tralasciare il fatto che, per noi, non esiste affatto il tanto sbandierato nucleare “sicuro” e “pulito”: i reattori di “quarta generazione” se va bene li avremo infatti tra almeno 30 anni (sicuramente dopo il 2030, diciamo pure attorno al 2040), mentre le centrali di “terza generazione” hanno già palesato evidenti limiti in tal senso (oltre a Cernobyl, ci sono stati altri incidenti gravissimi, come ad esempio quelli che hanno provocato sette morti nelle centrali giapponesi tra il 1995 e il 2005). Le scorie nucleari, tra l’altro, resterebbero radioattive per centinaia di anni e il loro smaltimento rappresenterebbe un vero grande problema. 

Il tutto con quali costi? Che il nucleare sia fuori mercato è stato ampiamente dimostrato: le stime Usa per i nuovi impianti danno il costo del kWh nucleare a 6.3 cent, addirittura il 20% in più dei 5,5 cent del gas o 5,6 del carbone (anche questi, peraltro, dannosi per la salute e l’ambiente). 

Non a caso negli Stati Uniti, nonostante gli enormi incentivi stanziati da Bush, nessun privato ha investito in questo settore dal 1976. Attualmente l'unico reattore in costruzione in Europa si trova in Finlandia, stato che “carica” sul proprio bilancio smaltimento delle scorie e smantellamento finale della centrale (che costa quasi come la costruzione). 

Per quanto detto riteniamo piuttosto che, se pensiamo al nostro futuro, la strada maestra debba essere rappresentata dalle energie rinnovabili: Germania, Spagna, Austria, Grecia, Danimarca e tanti altri stati, europei e non, si stanno liberando dalla schiavitù del petrolio investendo grandi risorse sull'energia solare termica, fotovoltaica e a concentrazione, sull’energia eolica e sul risparmio e razionalizzazione degli attuali consumi. 

In Italia basterebbe coprire di pannelli fotovoltaici solo lo 0,1% (un millesimo) del territorio nazionale (utilizzando un decimo di tetti, pensiline, barriere autostradali ecc.) per soddisfare il 20% del fabbisogno nazionale di energia elettrica. 

Ecco perchè chiediamo ai massimi rappresentanti di Stato e Parlamento di non tradire la volontà popolare e non imboccare, con i nostri soldi, questo costosissimo vicolo cieco

Scritto da Marco Finelli il 27/02/09




In diretta dal Medio Evo 

 


Inviato da Stefano Montanari 

lunedì 27 aprile 2009 


Scusate, ma io non ce la faccio più. 

Se si continua a spacciare il prof. Umberto Zero per uno scienziato che tutto conosce nonostante la sua aperta 

ammissione che di certi argomenti non sa nulla e che “ci si deve fidare” (vedi post dell’11 febbraio 

scorso), e, con lui, certe macchiette che sviliscono la scienza e il buon senso, è finita per tutti. 

Figli di un medio evo mai morto davvero, nessuno di questi figuranti ha mai guardato attraverso un microscopio 

elettronico le porcherie che albergano nei tessuti malati, nessuno sa come interpretare i dati, nessuno di questi ha la più 

pallida idea di come si debba svolgere un’indagine epidemiologica che abbia solidità scientifica, nessuno sa quali 

sono le malattie prevalenti legate all’inquinamento da polveri, nessuno di questi è capace di rispondere alle 

domande più elementari a proposito di leggi della fisica, della chimica e della tossicologia che vengono distorte in 

maniera tragicomica, nessuno di loro è capace di valutare dati inconfutabili, nessuno di loro ha l’umiltà di andare a 

vedere che cosa si può fare, e si fa, per risolvere o per attenuare il problema dei rifiuti. 

Il sostegno delle tesi è condensabile in un “lei non sa chi sono io”, il che, in fondo, risponde a verità. 

Nessuno scienziato che si possa chiamare tale sa chi siano i nani, le donne cannone, i giocolieri, gli acrobati e tutta la 

corte dei miracoli che affolla il palcoscenico di questo inizio di millennio. Né sa chi sono i borseggiatori che sfilano il 

borsellino ai frequentatori del teatro. Comunque, chi siano sarà dolorosamente chiaro a tutti fra qualche anno. 

Purtroppo nel guaio ci siamo ficcati da soli e, adesso, da soli ne dovremo uscire. 

Come sempre, l’arma è quella della conoscenza, una conoscenza che diventa sempre più lontana grazie 

all’opera efficacissima dei governi che si sono succeduti negli anni e all’arrendevole pigrizia di molte, 

moltissime, delle vittime. 

Di seguito, qualcosa su uno dei tanti convegni nel corso del quale è stata letta una lettera dell’ineffabile professor 

Zero che, incurante della sua 

stravaganza, continua a sparare bizzarrie: “Le apparecchiature di ultima generazione per lo smaltimento dei rifiuti, 

contro ogni timore che ruota ancora attorno alla loro diffusione sul territorio, sono infatti in grado di rispondere alle 

necessità del paese.” (Il Giornale di Reggio, 9 aprile 2009, pag. 11. E, tanto per completezza, sia detto che quel 

giornale appartiene a tale signor Tiziano Motti, candidato alle europee con la benedizione, manco a dirlo, del 

prezzemolesco professor Zero). 

Non so quanto sia utile commentare. 

Sabato 4 Aprile, al Castello di Montecchio Emilia, si è consumata l’ennesima ipocrisia tra gli orecchi attenti del 

pubblico presente, per nulla rincuorato dalla pioggia di dati faziosamente snocciolati dagli scienziati chiamati in causa 

dalla Confcommercio, organizzatrice del convegno nazionale “Termovalorizzatori - Energia e Salute“. 

Agli ampi preamboli politici del presidente della provincia Sonia Masini e dell’Assessore Ambiente di Montecchio 

Aurelio Rovacchi, entrambi ammiccanti agli inceneritori, sono seguiti gli interventi di esperti in Ingegneria Sanitaria 

Ambientale (Dr. Marco Ragazzi), ingegneri meccanici (Dr. Giorgio Buonanno), e medici chirurghi (Prof . Massimo 

Federico). Non ultimo il Chimico-Fisico Prof. Francesco Battaglia, che pare consideri frodi e/o perdite di tempo cose 

come l’energia fotovoltaica, i parchi eolici, il cibo biologico (“chi lo mangia muore prima”), i prodotti 

omeopatici; mentre afferma che l’ambientalismo sia una fesseria e nega le pericolosità insite nei campi 

elettromagnetici, nel nucleare, nei pesticidi e… per venire al punto, negli inceneritori. 

Tra simpatiche diapositive raffiguranti innocui inceneritori giocattolo, tabelle statistiche tutt’altro che esaustive e 

bassi raffronti con l’indice di mortalità sulle strade, nonché fuorvianti paragoni con le particelle liberate dalla 

scamorza bruciata, è emerso che l’inquinamento da inceneritore è “trascurabile”…se 

confrontato all’inquinamento prodotto dalle automobili, che le normative vigenti concernono i PM10 e i PM2,5, e 

non anche le nanoparticelle contenute nelle polveri ultrafini, che per il momento rimangono sui tavoli dei ricercatori in 

quanto il loro impatto sulla salute è… “da dimostrare e quantificare”. 

Il tutto all’ombra delle ormai famose parole pro-inceneritori pronunciate dal Prof. Umberto Veronesi (affermazioni 

che perdono smalto, di fronte al fatto che la Fondazione Veronesi conta aziende costruttrici d’inceneritori), ed in 

barba a centinaia di studi che invece denunciano con sempre maggior veemenza la presenza di nocività sia tra le polveri 

ultrasottili lasciate andare in atmosfera anche dai moderni sistemi di filtraggio, sia tra le ceneri pesanti, cioè quelle che 

rimangono sul fondo della griglia del forno, a combustione ultimata. Nulla è stato detto a proposito delle analisi compiute 

sulle diossine e PCB trovati nei polli, nelle uova, nei pesci e in altri animali nei pressi dell’inceneritore di Montale a 

Pistoia. 

Nulla è stato detto delle problematiche riscontrate per gli impianti di Massafra (TA), Terni, Pietrasanta (LU), Colleferro 

(RM), Modugno (BA), Brescia (18 aziende agricole con il latte contaminato). 

Ancora nulla si è riferito sul rapporto costi/benefici, soprattutto in confronto a quello che altre 

tecnologie, legate alla trasformazione (e non alla distruzione) dei rifiuti, saprebbero garantire. 

Nulla ci è stato detto di quella lettera aperta (inviata a Repubblica e mai pubblicata), scritta da 50 medici e scienziati, in 

IL BLOG DI STEFANO MONTANARI 

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difesa dell’oncologa Dr.ssa Patrizia Gentilini, attaccata pesantemente da Matteo Renzi (candidato sindaco a 

Firenze e sostenitore dei “termovalorizzatori”), per le sue dichiarazioni pubbliche riguardanti il 

preoccupante aumento dell’incidenza tumorale, soprattutto tra i giovani e le donne, nelle aree prossime agli 

inceneritori, non solo in Italia, ma anche in Inghilterra e Francia. 

Nulla è stato aggiunto, nemmeno dell’incessante impegno del Prof. Federico Valerio, chimico ambientale, nel 

denunciare non solo i costi ambientali, ma anche quelli economici, a cui le pubbliche amministrazioni vanno incontro, nel 

momento in cui decidono di aprire nuovi impianti di incenerimento (2,5 milioni di Euro per pochi posti di lavoro, contro i 

600 mila Euro per centri di riciclaggio come quello che possiamo trovare a Vedelago TV). 

Nelle graziose cartelline fornite ai presenti dalla Confcommercio, era presente anche un modulo per la 

“richiesta d’intervento”, altra traccia di quell’ottica burocratica che maltollera il 

contraddittorio; tant’é che, alla fine del teatrino, del pubblico nessuno ha potuto in realtà intervenire, nemmeno 

coloro che si 

erano attenuti alle regole compilando la richiesta. 

Mirabili i cartelli di sensibilizzazione ideati dall’attivista Maria Petronio che, avendo intuito il bluff, si è improvvisata 

donna sandwich. 

Giuseppe Pagoto 

Lista Civica Cavriago 5 StelleConvegno Pro- inceneritore a Montecchio: 

un altarino orchestrato sottobanco dai politici nostrani per auto incensarsi, facendosi fotografare dai cronisti mentre 

assieme a schiere di ignari studenti plaudono appassionatamente per il trionfo del termocombustore. 

A sorpresa Masini, Gennari, E.Barbieri, Alessandri, Cantarelli, vari sindaci a fare da claque, e a sperare che la 

commediola finisse in bellezza nella saletta attigua, allestita fastosamente con bibite e pasticcini, lontano dagli occhi 

critici dei comitati anti-inceneritore di Gavassa, di Reggio, Correggio, Prato e San Martino in Rio. 

Invece no,gli ambientalisti locali hanno presenziato e vistosamente interferito, senza farsi frenare dal pregiudizio della 

correttezza d’obbligo, perché mai essere corretti con questi eleganti prevaricatori? 

I cartelloni riportavano a chiare lettere: - NOI NON FAREMO DA CAVIE PER I VOSTRI AFFARI- E - SE FA BENE 

ASSICURATECI TUTTI PER UN MILIONE DI EURO A TESTA!- Illustrando le conseguenze micidiali 

dell’inquinamento relativo alla contaminazione da diossine,furani, metalli pesanti, IPA, e microparticolato. 

I relatori hanno tergiversato sui nodi nevralgici della questione, chi ha parlato di nanopolveri non ne ha voluto distinguere 

i composti, limitandosi a confrontare solo quelli comuni anche ai gas di scappamento delle auto, e limitandosi a dire che 

tanto essendoci giù presente questo tipo di inquinamento il problema aggiuntivo non consiste in una vera minaccia per la 

salute umana. Si è perso tempo per dimostrare l’ubiquità delle diossine, e non si è chiarito che si pongono i 

termovalorizzatori in aree già fortemente inquinate da altri camini industriali, giusto per renderne improbabile definirne 

l’impatto ambientale. 

Non si è accennato al ruolo immunotossico del biossido d’azoto, al ruolo neurotossico del piombo, mercurio e 

manganese considerati come scatenanti anche di patologie mentali gravi, comportamenti criminali , morbo di Alzheimer 

e di Parkinson, iperattività ecc… Non si è accennato al ruolo teratogeno dei composti estrogeno simili e lipofili come 

le diossine, e alla loro capacità di alterare nel feto un corretto sviluppo sessuale del cervello e tantissime altre 

conseguenze inimmaginabili all’ignaro cittadino. 

Ha parlato un oncologo modenese dall’aria afflitta, che mentre smentiva grosso modo quello che la nostra Masini 

aveva mellifluamente appena dichiarato inesistente, ossia che fossero mai esistiti documenti provati dalla comunità 

scientifica a riprova del nesso tra inceneritori e tumori, mostrando le diapositive degli aloni di ricaduta delle nanopolveri 

presso i noti impianti di incenerimento di Becancon, di Mantova e di Coriano, il nostro oncologo in definitiva si impegnava 

a smentire grossolanamente l’aumento dell’incidenza tumorale a Modena, e a definire come “uno 

scherzo delle statistiche” il risultato che riguardava i dati abnormi di un quartiere cittadino. 

Vero è che i tumori hanno un lungo tempo di latenza, ma non è vero come è stato detto che tra le cause determinanti il 

peso maggiore sia dovuto agli stili di vita, ed in percentuali minime all’inquinamento industriale. 

Vero il contrario, che di cancro ci si ammala proprio di più a partire dall’era industriale, e che se ciò fosse solo 

riconducibile agli stili di vita, non si spiega un animale, domestico o selvatico del nostro territorio che si ammala di tumore 

al polmoni, visto che non beve, non fuma, e non mangia cibi industriali. 

Il combino pre-elettorale prevedeva ancora che tra i relatori qualcuno citasse Pirandello, le varie ere di riscaldamento 

globale intercorse nella storia fin dai primordi, la necessità del nucleare, e il fallimento dell’eolico… 

L’oncologo, che sa bene con quanta omertà l’Ausl serbi i dati epidemiologici di ogni comune, sa bene 

quanto siano inaffidabili gli organi preposti al controllo delle emissioni, e su questo insegna il ributtante combino tra 

politici, tecnici e amministratori locali per l’inceneritore di Colleferro, nei pressi di Latina, dove sono stati bruciati 

rifiuti industriali pericolosi e prodotti dati completamente falsi, per anni, per dimostrare che i valori degli inquinanti erano 

nella norma totale. 

Si tramano teoremi sulla pelle dei prossimi abbonati alla chemio, si progettano al pari del termo combustore i vari 

ampliamenti dei poli oncologici negli ospedali territoriali, e in questo redditizio business a guadagnarci per aver prestato il 

fianco sono ovviamente per primi i politici, e quindi tutta quella parte di scienza ed i loro ipocriti sacerdoti che otterranno 

così fondi per le loro ricerche, poltrone universitarie, e chissà quali altri avanzamenti di carriera, oltre che ottenere mance 

dalle multinazionali della chemioterapia per l’incremento dei malati da trattare. 

Maria Petronio 

Immagine da: http://www.medievality.com/images/torture/saw.jpg 

IL BLOG DI STEFANO MONTANARI 

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L'Unione Sovietica


"I compiti e le funzioni che per legge spettano ai Consigli Comunali, sono esercitati dal Consiglio dell'Unione, SENTITA la giunta dell'ente associativo" art. 7, comma 5, statuto Unione dei Comuni.

Berlusconi governa, sistematicamente, con decreti legge, a colpi di fiducia, vuole fare votare in Parlamento solo i capigruppo.

Dov'è la differenza? Non è la stessa cosa? Cosa c'è di diverso?

mercoledì 22 aprile 2009

L'Unione Sovietica


Consiglio Comunale del 21 aprile 2009
Il Consiglio Comunale ha approvato lo statuto dell'Unione dei Comuni che, fra l'altro, prevede che il Presidente dell'Unione (funzione di rappresentanza e presidenza dell'organo di indirizzo e di controllo: il consiglio dell'Unione) sia nominato dal potere esecutivo (la giunta). Come se Napolitano fosse eletto da Berlusconi....

22 aprile 2009
Giorgio Napolitano: La divisione dei poteri non si sacrifica per la governabilità. "Troppe denuncie di ingovernabilità portano al rischio di soluzioni autoritarie".

Il richiamo di Napolitano vale solo per Berlusconi o vale per tutti?

Anche nell'Unione Sovietica erano più attenti.... almeno nella forma.

Berlusconi e i Lombrichi



Berlusconi sta governando il paese come tutti i governi di centrodestra nel mondo. Lui forse ci mette un pizzico di populismo in più di altri. La vicenda dell'Abruzzo è forse l'esempio più lampante. Si tratta di un populismo in parte ricercato ma obiettivamente in gran parte spontaneo, è per questo che genera istintivamente simpatia popolare. E' una verità innegabile. I vertici del PD intanto si stanno agitando come dei Lombrichi. Non emerge mai un'idea alternativa, sono sempre mezze verità, evidenti rincorse.
Noi che a lungo siamo stati "Lombrichi Locali" nei DS e nel PD sappiamo, perchè provato sulla nostra pelle, che essere Lombrichi non paga.
Anzi il motivo principale per cui siamo usciti dal PD è proprio perchè eravamo stanchi di essere Lombrichi.
E proprio il nostro vissuto, l'istinto di sopravvivenza che ti genera naturalmente, ci fa dire che essere Lombrichi non serve, ti sembra di seminare, di areare il terreno per la raccolta ma ti accorgi di non raccogliere mai niente.
Lo possiamo dire: è una situazione che non ci rassicura e non ci può rassicurare per niente.
Non abbiamo evidentemente ricette per superare la Lombricologia ed è per questo che in questo momento storico è tutto sommato accettabile essere governati da Berlusconi.

Licenziamenti: il PD tace e acconsente


Il Presidente della Puglia Nichi Vendola, di Sinistra e Libertà, dichiara: “Constato con sincera soddisfazione che perfino lo stesso ministro Sacconi inizia a convincersi della necessità di deliberare una moratoria sui licenziamenti, proposta che a nome di Sinistra e Libertà avevo avanzato già da tempo.
Mi permetto tuttavia di segnalare che il Governo avrebbe già potuto procedere in questa direzione, e ha tutti gli strumenti per farlo tempestivamente ora.
La situazione è infatti tale da imporre di muoversi con massima urgenza, senza perdere altro tempo”.
“Registro infine - conclude Vendola -che ormai quasi la sola forza politica a non essersi schierata a favore di questa misura, fondamentale per difendere la parte più debole della posizione almeno dagli effetti più drammatici di questa crisi, è il Partito Democratico.
Aldilà della polemica politica, è questo un silenzio pesantissimo, che lascia a dir poco sgomenti”.

martedì 21 aprile 2009

PSC di Santarcangelo

Oggi 21 aprile 2009 sarà adottato il PSC di Santarcangelo.
E LA STRADA DI GRONDA SI FARA'.

Noi bernesi non abbiamo nessuna intenzione di trasformare il nostro splendido e meraviglioso Paese, in una periferia della metropoli riminese a forte espansione urbanistica, come invece è accaduto nei nostri comuni contermini, in quanto il nostro territorio è costituito da zone protette come le aree SIC (siti di interesse comunitario), da aree PAN (protezione ambientale naturalistica) dei fiumi Uso e Marecchia, dai parchi fluviali, dai crinali e dalle zone pedecollinari.
La nostra terra si presenta con tracciati e trame: la pianura, i crinali, le strade poderali, le siepi, filari, prati, vigneti, oliveti, pascoli, casolari agricoli, i mulini, il lavatoio, i centri storici tradizionali che vanno a costituire un paesaggio spendido, che noi proteggeremo attraverso un processo di trasformazione e crescita sostenibile.

FAREMO LE NOSTRE OSSERVAZIONI.

AIUTATECI

sabato 18 aprile 2009

REVISIONISTI



Nel consigio comunale del 21 aprile verrà completato l'iter della commissione consiliare per l'intitolazione di due strutture pubbliche: il centro sportivo e la scuola di camerano a due illustri nostri concittadini: Giulio Torroni e Rosa Lazzarini.
La conclusione dei lavori della commissione ad opera dei consiglieri Oberdan Muratori e Roberto Feligioni Casadei esprime, in estrema sintesi, con enfasi l'oppportunità di intitolare il centro sportivo comunale a Giulio Torroni mentre ritiene insufficienti gli elementi di valutazione per poter disporre l'intitolazione della scuola di camerano a Rosa Lazzarini.
La ricostruzione storica sull'operato dei sindaci, almeno dal dopoguerra ad oggi, avrebbe dovuto essere più completa perchè noi riteniamo ad esempio che anche IVO ZANNI e DANTE DRUDI, rispetto a GIULIO TORRONI abbiano fatto, in degli anni molto difficili, delle cose almeno altrettanto significative per la nostra Comunità.
Relativamente a ROSA LAZZARINI niente da eccepire a parte il fatto che sulla base di una sua disposizione testamentaria del 1900 ed operante dalla sua morte avvenuta nel 1925 i poveri di Poggio Berni hanno potuto beneficiare almeno per un trentennio (fino all'introduzione della sanità gratuita per i meno abbienti) di cure e medicine gratuite da parte dell'ospedale di Santarcangelo e della farmacia ad esso connessa.
Il nuovo ospedale di Santarcangelo come lo conosciamo attualmente nonchè il vecchio padiglione di chirurgia (dove adesso di trovano gli ambulatori e la camera mortuaria) sono stati costruiti su di un terreno che ROSA LAZZARINI ha regalato all'ospedale di Santarcngelo perchè pensasse ai poveri di Poggio Berni con priorità rispetto agli stessi santarcangiolesi.
Piccole cose i poveri non ci sono mica più!

mercoledì 15 aprile 2009

SUPERPIPPO e SUPERPIPPA






Mancano pochi giorni alla presentazione delle liste che si contrapporranno alle prossime elezioni amministrative.
Diamo per certo che i programmi amministrativi saranno pressochè uguali.
L'esito del voto dipenderà quindi molto dalla credibilità degli schieramenti.
Una delle cose a riguardo che più ci incuriosisce è di verificare se nelle liste ci sarà anche il tanto atteso "SUPERCONSIGLIERE". Una sorta di SUPERPIPPO o di SUPERMAN.
Il consigliere capace cioè di interpretare la rappresentanza del comitato e al tempo stesso dello schieramento politico che lo candida.
I comitati nascono legittimamente per un interesse particolare o corporativo.
I partiti e gli schieramenti politici hanno invece per vocazione naturale il fine dell'interesse generale.
Sarà significativo vedere se e quanti SUPERPIPPO o quante SUPERPIPPA ci saranno....

sabato 11 aprile 2009

Il tempo delle domande

di Claudio Fava

Cosa sarebbe accaduto se in Abruzzo avessimo applicato alla lettera e nello spirito il decreto casa del governo tirando su un buon venti per cento di piani abusivi e di terrazzine su quelle case adesso malamente crollate? E cosa accadrà se applicheremo con giudiziosa ostinazione il desiderio di questo governo (e di buona parte del PD) di fabbricarci a Messina, nella zona a più alto rischio sismico del mondo, il più grande ponte sospeso del mondo? Cosa accadrà se nei prossimi dieci anni decideremo di investire miliardi di euro in un nucleare di vecchia generazione che la destra e nella sostanza anche il PD vogliono così fortemente, lasciando in condizioni di oltraggiosa insicurezza tre quarti degli edifici scolastici del paese?
Questo non è il tempo della polemica bensì di una solidarietà che deve essere immediata, efficace, generosa. Ma arriverà rapidamete anche il tempo delle domande.
A questo governo, a questa sfiatata opposizione parlamentare, a questa politica impiccata ai titoli dei giornali e ai salottini televisivi piuttosto che alla semplicità del far bene, del prevenire, del comprendere.

venerdì 10 aprile 2009

Quelli che.........SI

Il dibattito politico nella nostra Comunità che si va piano, piano, naturalmente accendendo per l'avvicinarsi del momento elettorale ed anche, lo possiamo dire, grazie al nostro contributo, mette in chiara evidenza che alle prossime elezioni amministrative si confronteranno a Poggio due formazioni politiche: una MODERATA, un'altra CONSERVATRICE.
Sono due progetti politici molto vicini, molto simili per natura, anche il progetto amministrativo non potrà che essere molto simile; dalle differenze quasi impercettibili.
E' chiaro che i Piazzaroli, cioè tutti coloro che si riconoscono nella Carta costitutiva de LA PIAZZA, non possono riconoscersi in nessuno dei due progetti politici.
Ciononostante, appare evidente, che la nostra Comunità dovrà essere, in qualche modo, amministrata.
Non sappiamo quanti siano i Piazzaroli, pochi o molti non potranno però che esprimere la propria preferenza di governo, se decideranno di farlo, per chi si avvicinerà di più ad un'idea positiva della politica, ovviamente dal loro punto di vista.
Aiutiamoci ed aiutateci quindi a capire chi può meglio rappresentare questa idea positiva, cioè chi più si potrà avvicinare all'idea di essere QUELLI CHE .....SI:
- SI occupano come prima cosa degli ultimi;
- SI adoperano per una Comunità dei Cittadini
- SI impegnano per il valore comune del territorio
- SI relazionano con incompletezza ed apertura al viaggio della politica

Il limite invalicabile

Dal documento di indirizzo politico del PD del 07.11.2008
"Chi fa politica, ad ogni livello, ha il dovere di conquistare credibilità, perchè la democrazia non può prescindere dal consenso.
La classe dirigente democratica, soggetto plurale che si riconosce in idee, valori e programmi comuni, deve essere sostenuta dal consenso, perchè solo contemplando e rispettando sempre il valore della pluralità si attua una politica di centrosinistra.
Consenso da parte dei cittadini, dunque, ma anche nei vari ambiti della politica: partito, amministrazione, governo. Nel limite invalicabile dei principi e dei valori nei quali crediamo......."
Dal manifesto di insediamento del segretario Casadei
"Quali sono per me gli ideali a cui si ispira il PD?
Qualcuno mi ha fatto notare che sono rappresentati nei colori simbolo del partito, allora ho provato ad interpretare:
- il VERDE: di sicuro è il simbolo dell'AMBIENTE, esprime l'idea che TUTELARLO (risanando e prevenendo) sia una priorità, un'emergenza e che svilupparsi in modo non sostenibile oggi sia miope".

Si parla di valori di ideali...
Quello che a noi interessa è capire le cose nel concreto, come vengono sostanziati i proclami politici prechè non si manifestino invece proclami politicanti.

Mentre in Partito Democratico......... e non il comitato elettorale del candidato a sindaco (non si conosce infatti ad oggi alcun progetto politico a riguardo...), si sta adoperando alla stesura del programma amministrativo, ci chiediamo quale sia il "limite invalicabile" se ha ancora un senso che questo limite esista nella distinzione fra politiche di centrosinistra e di centrodestra. Lo chiediamo in materia di politiche ambientali ma ovviamente la riflessione è estendibile ad ogni ambito politico.

E' una questione di CREDIBILITA' prima e se vogliamo anche di COERENZA.

martedì 7 aprile 2009

Diamo una mano!



Abruzzo: Facciamo un gesto concreto
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Fondo “CARITAS” – UN BONIFICO BANCARIO o un BOLLETTINO DI C/C Postale
- Conto Corrente postale 347013
- Unicredit Banca Roma (Iban IT38 K03002 05206 000401120727).
Causale: “Raccolta fondi pro terremotati d'Abruzzo”

Fondo “Il Centro” giornale locale gruppo editoriale “L’Espresso” - UN BONIFICO BANCARIO
- Banca CARISPAQ SPA (Iban: IT53 Z06040 15400 000000155762)
Causale: "Vittime terremoto L'Aquila"
- Banca CARIPE SPA (Iban: IT19 B06245 15410 000000000468)
Causale: "Raccolta fondi pro terremotati d'Abruzzo"


Fondo “Protezione Civile” - UN SMS
Invia un SMS al n° 48580 e donerai € 1,00

sabato 4 aprile 2009

Anno del Signore 2009 d.c. - La nuova monarchia.

Siamo nel 440 avanti Cristo.. Un signore che si chiama Erodoto (dicono che sia l’inventore della storiografia) studia e scrive dei fatti di quel tempo. Nel terzo libro delle “storie” ad un certo punto Erodoto racconta del confronto di sette uomini, i capi di una congiura che ha cacciato gli egiziani. Devono decidere che forma di governo darsi ed uno di loro (Otane) dice:
"Secondo me non deve più essere un monarca a governarci: si tratta di un sistema né piacevole né valido. Voi avete pur visto l'arroganza di Cambise sin dove si è spinta e avete sperimentato anche quella del Mago. Come potrebbe essere una cosa conveniente la sovranità di una sola persona a cui è lecito agire come vuole senza doverne rendere conto a nessuno? Anche l'uomo migliore del mondo, una volta che avesse in mano tanta autorità, si troverebbe al di fuori del modo comune di pensare.
Le fortune a sua disposizione producono in lui protervia, e in ogni uomo c'è già innata sin da subito l'invidia: se possiede questi due vizi, li possiede tutti. Molte azioni nefande le compie perché è gonfio di arroganza e molte perché è pieno di invidia. Eppure un re, che possiede ogni bene, non dovrebbe conoscere l'invidia; e invece germoglia in lui malanimo verso i suoi cittadini: invidia i migliori finché sono ancora in vita, si compiace dei cittadini peggiori, nessuno è più disposto di lui ad accogliere calunnie.
La cosa più assurda è che se lo ammiri con moderazione, se ne adonta perché non si sente abbastanza riverito, e se lo riverisci molto, se ne adonta perché si sente adulato.
Ma la cosa più grave è questa: sconvolge le patrie tradizioni, violenta le donne, manda a morte senza processi.
Invece il governo del popolo comporta già il nome più bello che esista: "parità di diritti". ..”

Siamo nella stagione dell’”uomo solo al comando”, del “voto ai capigruppo” e da 3 anni è scomparso ogni voto di preferenza. Pensate che sia incominciato il viaggio verso la monarchia?