domenica 31 maggio 2009

Maoisti


Piero, Opinione comune, inneggiano alla "pulizia politica".
Il Comitato Salviamo Poggio Berni ha alluso, anche con alcuni di noi, a qualcosa di simile.
Amati non ha voluto cogliere lo spirito che il PCI e i DS poi hanno, secondo noi, rappresentato in questo territorio.
I ragazzi della lista sono invitati a considerare il confine, l'inizio di una nuova epoca.
Almeno trent'anni di storia fino ad oggi tutti da buttare.
Mahhhhh.................
L'ultima rivoluzione culturale simile può essere considerata quella maoista.
Quella, in effetti, ha funzionato!
Il fatto è che nessuno di noi vuole o ha mai voluto posti o poltrone.
A noi interessa solo lo spirito, vogliamo distinguerci per i comportamenti prima che per i programmi.
Abbiamo capito che questo disorienta.

venerdì 29 maggio 2009

Dieci domande


Dieci domande ad Amati e Fornari:
1) Ha fatto un accordo preelettorale per la strada di Gronda? Se si lo può spiegare nel dettaglio?
2) Rinnoverà nei primi cento giorni la Commissione comunale per la qualità architettonica e del paesaggio secondo le vigenti norme regionali in materia?
3) Da Assessore o addirittura da Presidente dell'Unione dei Comuni quale programma sovracomunale proporrà?
4) Ci può illustrare come lei crede possa evolvere nel breve periodo l'Unione dei Comuni?
5) Crede nel comune unico? Se si fra quanti anni prevede possa concretizzarsi?
6)In che modo finanzierà lo sviluppo o come intende gestire i proventi dei cosiddetti "motori immobiliari"?
7) Può illustrare la sua idea di partecipazione e come intende realizzarla?
8) Da sindaco in che modo intendereà valorizzare il ruolo dell'opposizione consiliare?
9) Si adopererà per realizzare il Parco del Marecchia?
10) Quale modello organizzativo pensa di poter impostare per garantire il diritto di accesso all'informazione in materia ambientale?

Questo post è ovviamente riservato ai candidati a sindaco per le risposte.
Tutti gli altri utenti possono ovviamente aggiungere domande.
Risponderanno?

Trasparenza


Le campagne elettorali si vincono e si perdono anche sulla base delle risorse a disposizione. Il nostro è il paese dove le regole sono viste come il fumo negli occhi, un'inutile intralcio. Sede, manifesti, opuscoli patinati, santini elettorali, aperitivi, cene a prezzo politico. Un tale dispiegamento di mezzi non si era mai visto a Poggio. E' giusto conoscere pubblicamente l'entità delle spese elettorali sostenute dalle due liste e con quali risorse vi si è fatto fronte o è una richiesta troppo di sinistra?

La CAPPA della NEBBIA


Alle prossime elezioni amministrative si confronteranno quindi due schieramenti politici: "I DEMOCRATICI PER POGGIO BERNI" e "INSIEME PER POGGIO BERNI".
Dai dibattiti e dagli interventi raccolti nel nostro blog emergono sostanzialmente due interrogativi di fondo su cui è importante dibattere ancora:
- esiste la "CAPPA" del partito sulla lista "DEMOCRATICI PER POGGIO BERNI" che impedirà, di fatto, l'autonomia dell'ambito istituzionale rispetto a quello partitico?
- la "NEBBIA" che avvolge naturalmente ogni lista civica si diraderà completamente prima delle elezioni per fare emergere l'esatto profilo politico della stessa oppure no?

Se si alza completamente la "CAPPA" della "NEBBIA" è ragionevole attendere una bella primavera per la nostra Comunità.

Questo è l'auspicio de LA PIAZZA.

giovedì 28 maggio 2009

PERCHE' SPRECHIAMO IL NOSTRO VOTO PER ELEGGERE DEI RAPPRESENTANTI SE NON SONO DEGNI DI ESSERLO?



Quasi ogni giorno avvengono bombardamenti e massacri in diversi paesi - Iraq, Afghanistan, Somalia, Pakistan, ecc. -
Questo significa che parecchie persone innocenti – anche bimbi, donne e vecchi - rimangono orrendamente mutilate o muoiono. VEDI LINK.

Dove sono gli occidentali che protestano per tutto questo?

Forse da qualche parte molti protestano ma i mass media non ce lo dicono?

Dove sono le manifestazioni, come quelle che negli anni Sessanta chiedevano la fine della guerra in Vietnam? Dove sono i giovani che si indignano, che protestano in massa, che rifiutano i crimini e la guerra desiderando un mondo migliore?

Dobbiamo forse credere che anni di manipolazione mentale hanno dato i loro frutti addomesticando persino le nuove generazioni?
Forse i giovani sono troppo impegnati a cercare amici su Facebook? Forse le persone non vogliono perdersi la puntata dei "Cesaroni"?
O forse credono che i militari statunitensi, armati fino ai denti, in realtà siano in missione di pace, o in missione segreta, che consisterebbe magari nell’esportare hot-dog e coca cola?

Gli occidentali sono diventati indifferenti alle stragi commesse dalle potenze imperiali? O forse molti non sanno perché il telegiornale si guarda bene dal far sapere o capire?

Perché le masse non protestano? Credono che i massacri fatti altrove non riguardino gli occidentali?
Eppure lo stesso gruppo criminale che uccide nelle zone di guerra crea “crisi” in occidente, ovvero ci rende sempre più poveri in modo tale che non ci venga in mente di organizzare attività “sovversive”, essendo preoccupati a sopravvivere.

O forse si pensa che le guerre di oggi siano “giustificate”, al contrario di quelle di ieri?

Evidentemente, ieri la motivazione del “comunista tiranno” veniva digerita meno dell’attuale “terrorista che uccide per pura pazzia”.
In realtà, le guerre di ieri contro il nemico "comunista", oppure quelle di oggi contro il nemico "terrorista", hanno nascosto e continuano a nascondere i paradossi del mondo ad egemonia Usa. Un mondo che professa di possedere istituzioni democratiche che, ad un'analisi approfondita, non rispetta affatto, basandosi sulla legge del più forte e sul più spietato colonialismo, mascherato da “democrazia”.
Sappiate che l'Italia è fra i maggiori esportatori di armamenti assieme alla Cina Russia America Germania e Israele, vi siete mai chiesti perchè nessuno dei nostri politici, preso da un raptus di coscienza, non si sia mai interessato per ridare dignità, e nello stesso tempo, per ripristinare quella fiducia verso una Stato laico che rispetti tutti i diritti dei cittadini?
Ciò rimarrà solo un sogno, purtroppo, in quanto la sete di potere, l'egoismo, il razzismo, hanno radicato molto bene nei cuori induriti di tutti noi.
L'élite egemone non desidera un mondo in cui la ricchezza possa essere maggiormente ridistribuita, e non ama che i popoli possano avere voce in capitolo nelle questioni politiche ed economiche. Ha quindi trovato la formula per istituire un'apparente "democrazia", che nasconde e copre il vero potere di natura imperiale.

"Dove sono finiti i santoni del nuovo ordine, i guru del mondo globale, i sacerdoti del Dio Mercato?

Sembrano spariti, circolano altre  parole d’ordine, è partito il classico “contrordine compagni”… In realtà sono sempre loro a dirigere l’orchestra ma la musica stona, e qualcuno del pubblico comincia a rumoreggiare, anche se hanno cambiato lo spartito. I super liberisti oggi sono in coda per gli aiuti di Stato, cioè dei contribuenti..

 

Da anni i pochi analisti non asserviti alle logiche di potere prevedevano che l’enorme massa di denaro in aumento nel mondo ( sin dagli anni Ottanta) essendo di molto superiore all’intero prodotto mondiale doveva fatalmente implodere . Come un pallone  aerostatico bucato la bolla si è sgonfiata , anche se ancora non del tutto, e il pallone globale ha cominciato a cadere sempre più velocemente.

Siccome i responsabili della bolla speculativa sono sostanzialmente gli stessi che continuano ad avere in  mano il potere politico, magari per interposta persona, le soluzioni continuano ad essere le più comode per loro: la casta economico-politica.

Negli Stati Uniti e, seppur ancora con minor intensità in Europa, si stampa denaro come carta straccia. Si comprano azioni tossiche di banche decotte anziché mandare in galera i responsabili, caricando il tutto sulle spalle di tutti. La fatale massiccia inflazione che seguirà sarà pagata da miliardi persone , che si impoveriranno pesantemente per anni, mentre gli straricchi managers saranno magari un po’ meno ricchi ma sempre abbastanza per banchettare sulle spalle degli idioti che sostengono il sistema attuale.

Ma non sono solo le banche ( e parliamo delle mega banche, non dei piccoli istituti a vocazione nazionale o locale che svolgono tuttora un ottimo lavoro sul territorio e non sono affatto in crisi)  ovviamente che stanno aggrappandosi alla botte sempre piena ( anche se con vino annacquato di moneta inflazionata) del denaro pubblico. Ci sono anche le grandi aziende da sempre sostenute dallo Stato. Come la Fiat in Italia.

Questi grandi sostenitori del mercato sono specialisti nel succhiare soldi pubblici. Anche se con la copertura di astuti marchingegni.

Un tempo, tanto per fare un  esempio, procedevano così: il governo faceva un prestito ai paesi dell’Est , tipo Polonia o Russia. Con quei soldi loro acquistavano catene di montaggio Fiat. I soldi non venivano mai restituiti , anzi le varie Lada entravano in concorrenza sui mercati, ma la Fiat ci guadagnava.

Ogni volta che la baracca degli Agnelli – Elkann entrava in crisi per i prodotti non eccelsi che vendeva, la mano pubblica, cioè i contribuenti, interveniva in qualche modo.  Oggi sono di nuovo a piangere miseria.

Si noti che i signori della Fiat, gli Elkan, possiedono oltre ad una costosissima squadra di calcio, la Juventus ed anche almeno due giornali, La Stampa, definito “giornale di famiglia” e “Il Corriere della Sera” . Il tutto per un controvalore di svariati miliardi che però non bisognano di mettere sul mercato. I quotidiani sono un enorme potere politico. E non costano neppure tanto: il Corriere per esempio riceve 22 milioni di euro l’anno di sovvenzioni pagate dai contribuenti. Tutto grasso che cola per i lamentosi padroni della Fiat.

Libera concorrenza, mercato globale, ormai sono in saldo: la Fiat  ( come le altre oligarchie economiche) d’improvviso tirano fuori l’interesse nazionale: salviamo l’auto italiana. Così come Obama dice “comprate americano”  e Sarkosi offre aiuti solo a chi si impegna di produrre solo in Francia.

Il bello è che lo Stato paga  la Fiat ( invece di altre aziende non decotte per le quali gli aiuti sarebbero più che giustificati) ma non riceve nulla in cambio: nemmeno un pacchetto di azioni, come sarebbe doveroso.

Ma ancor più drammatico è il quadro presentato da un economista, Giulio Sapelli, che demolisce la truffa degli aiuti statali.

Con una semplice domanda: ma a chi venderemo le nostre auto?

Perché lui , fra tanti economisti bravi in complesse teorie ma scarsi in aritmetica, presenta qualche cifra: c’è crisi dovunque, dalla Cina  alla Russia, dall’India al Giappone. Toyota, GM, e Ford producono insieme 20 milioni di auto l’anno. Renault e VW  sono sui 7 milioni, PSA oltre 3 milioni, Fiat e Chrysler sono insieme sui tre milioni. Senza cintare Yundai , Mitsubishi e altre. A chi si può vendere questa massa di macchine in un momento di crisi sistemica?

Ma agli Elkan questo interessa poco: importante è che la loro Fiat riceva soldi subito, purchè paghino gli altri, ovviamente..

In memoria, forse , di una vecchia battuta attribuita a Gianni Agnelli: “Cavi ragazzi, così va la Bovsa: oggi guadagnamo, domani pevdete…”

I metodi di manipolazione delle opinioni e dei comportamenti delle persone avvengono su aspetti non razionali, come la paura.
L’immagine del nemico oscuro fa presa su molti, che invece di sollevarsi e protestare per l’uccisione di bambini innocenti quasi ringraziano. Si sentono protetti. Quando sentono al telegiornale “uccisi talebani” o “sventato attentato terroristico” si sentono sollevati. Pensano: “ci stanno proteggendo”, “stanno impedendo che vengano ad ucciderci”. Ignorano che il grado di mistificazione della realtà ha raggiunto l’apice.
L’attuale gruppo al potere vorrebbe che tutti accettassero passivamente di farsi sfruttare, ingannare o massacrare. Vorrebbe un mondo in cui le masse rimanessero passive verso i crimini e le ingiustizie, sorrette dalla fede religiosa, che dona una speranza ultraterrena, l'unica loro concessa.
Parliamo di libertà di valori, di libertà di espimere il nostro pensiero, di libertà economica, ma quando viene il momento in cui dobbiamo e abbiamo il dovere di schierarci dalla parte giusta che è quella delle persone più bisognose, ci voltiamo dall'altra parte grazie all'influente psicanalisi che ci viene continuamente imposta dai mass-media, dal comunismo, dal terrorismo, dall'immigrazione clandestina, ai palestinesi. Con la tecnica della PAURA continuano ad imporci tutto quello che a loro fa più comodo per continuare nei loro intenti di dominio mondiale. Tutti sono complici dal primo all'ultimo di queste nefandezze; a quando quella svolta epocale, quella rivoluzione di valori tanto sospirata?
A parlare siamo tutti bravi, a sostenere le cose giuste altrettanto, specialmente quelle che ci fanno comodo, ma quando dalla teoria si passa alla pratica, ecco che la verità viene a galla. Infatti, come si dice, tra il dire e il fare c'è di mzzo il mare, quando andiamo ad applicare le teorie enunciate, ci troviamo di fronte a due strade, una è quella di andare controcorrente, l'altra è quella di assoggettarci ai poteri forti che continuamente influenzano le scelte politco-sociali-economiche di ogni paese.
Quindi, finché quel cordone ombelicale ci terrà legati a quelle tradizioni politiche semplificate in destra e sinistra, il passo verso un vero cambiamento non avverrà mai. E' mio auspicio che qualcuno mi possa illuminare su tutti gli interrogativi che mi pongo per colmare quel vuoto  nel mio cuore, che nonostante gli sforzi, si sta  man mano sempre più espandendo.


mercoledì 27 maggio 2009

MA PERCHE' GLI ITALIANI HANNO PERSO TOTALMENTE LA CAPACITA' DI FARE UN MINIMO DI ANALISI POLITICA?


Richard Overy è uno dei più eminenti storici britannici, autore di numerosi libri sulla seconda guerra mondiale e sull’ascesa del Terzo Reich in Germania. Oggi il Times di Londra pubblica, nella pagina degli editoriali, un suo articolo intitolato: “Dovremmo avere paura di un Berlusconi britannico”. E’ una messa in guardia contro il rischio del populismo in un momento di crisi politica ed economica profonda, come è quella attraversata dal Regno Unito. Ne cito le conclusioni, che riguardano indirettamente e direttamente anche il nostro paese, come stimolo alla riflessione e al dibattito in corso. ”Se il parlamento perde la stima popolare e la politica dei partiti diventa un campo di battaglia confuso e corrotto, la scena è pronta per una versione britannica del fattore Berlusconi”, scrive Overy. “In Italia l’erosione dei diritti e il rafforzato potere dell’esecutivo sono appoggiati da un crescente potere dello stato. Un fascismo strisciante si sta già verificando in Italia: la vigilanza popolare e le pubbliche proteste potrebbero non essere abbastanza per opporvi resistenza. In Gran Bretagna non c’è ancora un Berlusconi che aspetta di entrare in campo, ma le lezioni degli anni Trenta

Oswald Mosley

Oswald Mosley

(quando la Grande Depressione economica mise in crisi i partiti tradizionali e favorì l’emergenza dell’Unione Fascista Britannica di Oswley Mosley, amico di Hitler e Mussolini, padre dell’attuale boss della Formula Uno, ndr.) sono chiare. Per mantenere gli standard liberali che hanno contraddistinto il sistema politico britannico per un secolo o più occorre un’ampia partecipazione dell’opinione pubblica, una consapevolezza dei pericoli a cui può andare incontro il processo democratico, e un ritorno alla tradizione di protesta che non è mai piaciuta ai governi di ogni genere, ma che giace al cuore di ogni società democratica”.

LEGGERE QUI. E QUI. E QUI.

martedì 26 maggio 2009

TREGUA PRE-ELETTORALE. SIONISMO?


I danni dell’immigrazione in Palestina: la nakba

 

Diversi politicanti, dopo aver votato a favore del progetto mondialista contenuto nel trattato di Lisbona (che sostiene anche l’immigrazione), per motivi elettorali tuonano contro l’immigrazione.

La loro incoerenza li porta, inoltre, a difendere l’immigrazione sionista che ha strappato la terra palestinese ai palestinesi (ricordiamo che sino al 1948 i cristiani tra gli arabi-palestinesi erano il 25 per cento: solo l’ignoranza o la cattiva fede – da parte occidentale e da parte islamica - può equiparare la causa palestinese con quella musulmana).

Presentiamo ai nostri lettori un documento sui danni dell’immigrazione selvaggia sionista in Terra Santa.

 

61 anni fa la tragedia che colpì il popolo palestinese: la Nakba

Il 14 maggio 1948 segna una data terribile per il popolo palestinese: la nascita dell’entità sionista sulle terre, sulle città e sui villaggi di Palestina. È la Nakba, il disastro: la pulizia etnica che rese possibile la creazione di uno stato ebraico in una zona dove i palestinesi (musulmani e cristiani) costituivano il 70% della popolazione totale.

Con la fine del mandato britannico sulla Palestina, là dove sarebbero dovuti nascere, secondo la risoluzione 181 dell’ONU (adottata il 29 novembre 1947), due distinti stati indipendenti, uno ebraico e uno arabo-palestinese, ne vide ufficialmente la luce uno solo: Israele. Al popolo di Palestina, invece, fu negato ogni diritto di vivere libero e autonomo in un fazzoletto di terra a cui dare il nome di "patria". Anche un’altra risoluzione ONU, la 194 dell’11 dicembre 1948, che sancisce il diritto dei profughi palestinesi a fare ritorno a casa, non è mai stata rispettata.

Tutto questo suona ancora più inspiegabile se si pensa che gli ebrei che formarono lo stato d’Israele non erano la popolazione autoctona della regione, bensì degli immigrati, giunti appositamente a ri-occupare quella che, secondo il loro punto di vista, sarebbe stata un tempo "la loro terra". Gli arabi della Palestina furono così scacciati dalle case dove abitavano da generazioni e generazioni, da centinaia e centinaia di anni, e questo proprio in un periodo in cui, in altre parti del mondo, la fine formale del colonialismo vedeva la nascita di paesi indipendenti in base al principio del dover essere "padroni a casa propria". Perché questo in Palestina non accadde? Perché gli ebrei strapparono questa terra ai suoi legittimi abitanti e nessuno li punì?.  

 

La Nakba palestinese: i dati

1,4 milioni di palestinesi hanno vissuto nella Palestina storica, prima della Nakba del 1948.

Il 93% della Palestina, dall’inizio del protettorato inglese, era abitata dai palestinesi.      

Il 7% della Palestina storica, al momento della decisione di dividerla nel novembre 1947, era sotto il controllo sionista.

 

Risoluzione ONU 181 (1947)

Il 56% della Palestina storica è stata assegnata allo "stato ebraico" in base alla decisione di dividerla presa nel novembre 1947.

Circa il 50% (497.000 individui) degli abitanti dello "stato ebraico" proposto erano arabi palestinesi.

Circa 80% della terra dello "stato ebraico" proposto era di proprietà palestinese.

725.000 arabi palestinesi contro 10.000 ebrei abitavano nello "stato arabo" proposto in base alla risoluzione della divisione.

 

Nakba

531 tra villaggi e città palestinese sono stati distrutti completamente durante la Nakba.        

 L’85% degli abitanti della superficie della Palestina sulla quale è stata costituita Israele (più di 840.000 abitanti) sono stati cacciati durante la Nakba.

Il 93% della terra di Israele sarebbe di proprietà dei profughi palestinesi.

1.717.800 ettari appartenenti ai Palestinesi sono stati sequestrati da Israele nel 1948.

Israele è stata costituita sul 78% della Palestina storica occupata nel 1948.

Solo 150.000 palestinesi sono rimasti nelle zone sulle quali è stata costituita Israele.

30.000 – 40.000 palestinesi sono stati uccisi durante le operazioni di pulizia etnica.

400.000 palestinesi, un terzo della popolazione locale, sono stati eliminati entro la primavera del 1948.

199 villaggi palestinesi (33.696,4 ettari) sono stati evacuati prima della primavera del 1948.

15.000 palestinesi sono stati uccisi durante la Nakba.

Più di 50 sono i massacri "documentati" ai danni dei palestinesi nel 1948.

70.000 ettari sono stati sequestrati ai palestinesi dal 1948 al 1967.

Il 70% dei territori appartenenti ai palestinesi sono passati nelle mani sioniste dal 1948 all’inizio degli anni Cinquanta.

Il 70% dei territori appartenenti ai palestinesi che sono rimasti all’interno di Israele sono passati nelle mani sioniste dal 1948 al 2000.

Attualmente il 75% dei palestinesi sono profughi espulsi dalla loro terra.

Circa il 50% del totale dei palestinesi vivono in esilio dalla Palestina storica.

Circa il 10% della Palestina storica appartiene oggi ai palestinesi.

 

Il brano in corsivo (il primo paragrafo del testo, ndr) e i dati sono tratti dal libro Nakba. La tragedia del 1948, edizioni Al Hikma.

 

 

lunedì 25 maggio 2009

Perchè a Poggio Berni no?



LA VOCE 28 Gennaio 2009
VIA EMILIA "INTERRATA"? "SI PUO' FARE"

"Interrare la via Emilia". Un concetto che potrebbe sembrare fanta-urbanistica ma che invece trova una sua dimensione a Santarcangelo, come in tanti altri comuni. "Non è un caso che lo abbiano già fatto Cesena e anche San Marino".... Una soluzione questa che sanerebbe quella frattura fra le due aree cittadine e che significherebbe, una volta per tutte, niente più traffico pesante (che sarebbe spostato sotto) ad attraversare il centro di Santarcangelo: il vecchio adagio "due piccioni con una fava".

LA VOCE 20 Maggio 2009
INTERRARE LA FERROVIA, SI'. E NON LA MARECCHIESE?

"....Crediamo si tratti proprio di necessità infrastrutturale per ricucire il territorio della frazione di Villa Verucchio e per migliorare la qualità urbana e di vita dei cittadini."

"...questa nostra idea la proponiamo dunque senza reticenze o paura, non è utopia e non costa una follia, vogliamo imnpiegare un po' più di tempo per progettarla al meglio onde trarne il massimo dei benefici che potrà portarci...."

LA VOCE 22 Maggio 2009
L'INTERRAMENTO DELLA MARECCHIESE NEL CENTRO DI VILLA VERUCCHIO

.."come si vedrà quella sera (3 giugno 09), si tratta di poche migliaia di euro spesi bene, perchè oggi abbiamo consapevolezza che l'opera è fattibile, che non occorre spostare il traffico durante i lavori ed è molto meno costosa, ad esempio, della circonvallazione di Corpolò"........"non credo che perseverare sia diabolico, diabolico è non avere una idea di paese e penso si debba essere capaci di prodigarsi per cercare i finanziamenti per quello che si ritiene utile alla comunità".

RESTO DEL CARLINO 25 Maggio 2009
........E TUNNEL A VILLA

...da parte sua Giorgio Pruccoli risponde con l'interramento della Marecchiese nel centro di Villa Verucchio. L'idea, già emersa durante il dibattito sul Piano Strutturale Comunale, ora è alla fattibilità (realizzata da uno studio di Santarcangelo) e prevede un tunnnel che permetterà di bypassare la frazione. Il progetto verrà presentato il 3 Giugno.

domenica 24 maggio 2009

La CAPPA della NEBBIA


Alle prossime elezioni amministrative si confronteranno quindi due schieramenti politici: "I DEMOCRATICI PER POGGIO BERNI" e "INSIEME PER POGGIO BERNI".
Dai dibattiti e dagli interventi raccolti nel nostro blog emergono sostanzialmente due interrogativi di fondo su cui è importante dibattere ancora:
- esiste la "CAPPA" del partito sulla lista "DEMOCRATICI PER POGGIO BERNI" che impedirà, di fatto, l'autonomia dell'ambito istituzionale rispetto a quello partitico?
- la "NEBBIA" che avvolge naturalmente ogni lista civica si diraderà completamente prima delle elezioni per fare emergere l'esatto profilo politico della stessa oppure no?

Se si alza completamente la "CAPPA" della "NEBBIA" è ragionevole attendere una bella primavera per la nostra Comunità.

Questo è l'auspicio de LA PIAZZA.

Confusione di POST


Si prega di far confluire tutti i commenti fuori tema in questo post, poiché, anche questa è manipolazione mentale, si distoglie la concentrazione sul tema postato dal Blogger, grazie.

sabato 23 maggio 2009

FIRMA LA PETIZIONE


Petizione al governo Berlusconi:
salviamo la piccola e media impresa,
invece degli speculatori! 


di Liliana Gorini, 
presidente del Movimento Solidarietà
19 maggio 2009

Da qualche settimana, dopo il G20 a Londra, è cambiata la linea sulla crisi: "il peggio è passato", vanno ripetendo analisti e politici; "si intravedono i primi segnali di una ripresa" o addirittura "la crisi è in gran parte psicologica". Così ha affermato il Presidente del Consiglio rispondendo ai dati dell’ISTAT sul calo del PIL del 5,9% nel primo trimestre del 2009 rispetto allo stesso periodo del 2008. È la linea promossa negli Stati Uniti ed in Gran Bretagna dagli "economisti comportamentali" (così si definiscono) che fanno capo a Larry Summers e Peter Orszag, il primo consigliere economico capo di Obama, il secondo responsabile dell’Ufficio del Bilancio. Anche secondo loro la prima misura da prendere è cambiare la "percezione" della gente, in modo da far passare misure draconiane come i tagli alla spesa sanitaria e sociale, ipotizzando perfino il suicidio assistito per ridurre i costi, mentre regalano migliaia di miliardi ai banchieri che hanno provocato la crisi.

Così mentre gli anziani e gli infermi rischiano di venire depennati da Orszag fa il giro del mondo la "buona notizia": il sistema finanziario ormai defunto è stato rianimato con un’iniezione di ben 12,8 trilioni (!! migliaia di miliardi) di dollari destinati alle banche che rischiavano di fallire. Ed è solo l'inizio. Non dando ascolto all’unico economista americano che aveva previsto la crisi, Lyndon LaRouche (vedi "La funzione delle tre curve""Il sistema finanziario mondiale entra nella 'curva di Weimar'", e "Sulla presente crisi finanziaria mondiale"), ma neanche ad economisti democratici rinomati quali Paul Krugman, James Kenneth Galbraith e l'ex governatore della Federal Reserve Paul Volcker, Obama ha dato carta bianca a Summers trasformando l’amministrazione americana in una sorta di "hedge fund" che acquista i titoli tossici che hanno provocato la crisi e che nessun altro più voleva. Sarebbe questo il "segnale di ripresa" che induce all’ottimismo?

Il problema è che questi fondi alle banche non vanno a finanziare l'industria, l'agricoltura, o progetti edili ed infrastrutturali che potrebbero, sì, farci uscire dalla crisi, ma vanno a coprire i buchi, anzi, le voragini create nelle banche (ed anche in molti consigli comunali) dagli investimenti in derivati ed altri strumenti speculativi che ci hanno portati a questa situazione. Ce lo confermano numerosi imprenditori, disperati perché da quando è iniziata la crisi non hanno più accesso al credito bancario e rischiano di chiudere. Mentre le industrie ricorrono alle ferie forzate e alla cassa integrazione, i tempi stringono: le imprese temono insolvenze per il possibile fallimento dei clienti (dati Unioncamere), i tempi di pagamenti si dilungano e le banche chiedono il rientro dei fidi, ma nel frattempo gli ordinativi crollano, con punte del 67% nel settore delle macchine utensili (dati UCIMU per il mercato interno su base annua).

Il governo ha preso alcune misure mirate per aiutare le imprese, quali l'aumento del Fondo di Garanzia per le PMI, il monitoraggio del credito da parte dei prefetti, ma le banche continuano con la stretta creditizia, soprattutto quelle più grosse. Così le misure prese non riescono neanche a rallentare il crollo dell'economia reale. Moltissime piccole e medie imprese che per evitare l'outsourcing, ovvero per non trasferire la produzione in paesi dove la manodopera è a basso costo, avevano investito in nuove tecnologie, ora non sono in grado di fare fronte ai loro debiti e rischiano di chiudere. "Se le cose non cambiano" ha dichiarato qualcuno "il 50% delle aziende chiuderà per le vacanze e non riaprirà più". Perderemo così il fiore all'occhiello del nostro tessuto economico e sociale: le piccole e medie imprese a conduzione familiare.

La crisi è dunque reale, e se non verranno prese misure drastiche, finanziando le imprese e l'occupazione invece degli speculatori, il peggio dovrà ancora venire, con l'iperinflazione stile 1923 che seguirà alla deflazione. Le decisioni prese al G20, soprattutto quella di mettere il futuro dell'economia in mano ad enti quali il Financial Stability Board ed il Fondo Monetario Internazionale, non faranno che aggravarla. Sono proprio queste (insieme alle banche centrali) le istituzioni che hanno promosso ed incoraggiato la speculazione finanziaria in tutti questi anni, provocando la crisi devastante esplosa lo scorso settembre! Affidare a loro la vigilanza sulle banche è come mettere una faina a fare la guardia delle galline nel pollaio: sarà una strage!

Ci sono proposte alternative, come quella del ministro Tremonti, che mesi fa propose di congelare i titoli tossici e sostenne la Nuova Bretton Woods di LaRouche (vedi "Confronto a tre con LaRouche, Gianni e Tremonti" e "La Bretton Woods 2 di LaRouche e Tremonti"), ovvero l'idea di dar vita ad un nuovo sistema creditizio, che sostituisca quello monetario attuale, promovendo l’economia reale invece della bolla speculativa. Ma dai tempi del vertice del G20 a Londra, prevale la linea degli economisti comportamentali e di Gordon Brown: meglio essere ottimisti, tanto di più in Italia durante la campagna elettorale.

Facciamo dunque appello al governo italiano affinché prenda le seguenti misure, e se ne faccia portavoce presso l’amministrazione Obama, e tutti gli altri governi europei:

  1. Riorganizzazione fallimentare del sistema bancario: occorre eliminare i titoli tossici e i derivati, proteggendo le attività ordinarie e destinando i fondi unicamente all’economia reale, non ai buchi provocati dalla speculazione.
  2. Una Commissione d'inchiesta sulle cause della crisi, come quella guidata al Senato USA dal PM di New York Ferdinand Pecora nel 1933 (vedi la petizione specifica), che mise sul banco degli imputati i responsabili del crac del 1929, tra cui J.P. Morgan, e rese possibile l’adozione di leggi quali la Glass-Steagall Act, che stabiliva una netta separazione tra banche commerciali e banche d'affari, vietando alle banche ordinarie di acquistare e vendere titoli speculativi.
  3. Creazione di un nuovo sistema creditizio, che consenta la rapida erogazione di crediti alla piccola e media impresa (unaNuova Bretton Woods) creando strumenti ad hoc, simili alla Kreditanstalt fuer Wiederaufbau che finanziò la ricostruzione nella Germania del dopoguerra, l'IRI in Italia, o la Reconstruction Finance Corporation creata da Roosevelt.

I grandi progetti infrastrutturali per rilanciare l’economia reale esistono, dal ponte terrestre eurasiatico, all'energia nucleare, dai treni veloci (vedi "Transrapid: grande accelerazione della cooperazione eurasiatica" o "L'EIRpropone un 'Maglev lombardo' per Milano Expo") alla ricostruzione in Abruzzo: destiniamo i fondi del governo a tali progetti, ed alla PMI, invece di regalarli agli speculatori!

Firmato:

  1. Liliana Gorini, presidente del Movimento Solidarietà (Milano)
  2. Giampiero Formaggio (Alta SpA, Tradate)
  3. Giancarlo Guaitani (ex amministratore pubblico, Bergamo)
  4. Francesco Caprioli (CONFAPI, Ascoli Piceno)

Aderisco a questo appello.

COMITATI



In occasione delle elezioni è fenomeno diffuso la nascita di comitati o gruppi portatori di interessi particolari o corporativi.
E' atteggiamento altrettanto diffuso e trasversale che le forze politiche assecondino, in funzione del consenso, detto fenomeno.
In un'ottica democratica e quindi di partecipazione non è giusto porsi il tema del limite?
Cioè le regole che devono essere alla base della formazione del consenso: livello di rappresentatività, oggetto della rappresentanza, democraticità della rappresentanza.
Chi non si impone delle regole, rispetto a questi aspetti, non può, oggettivamente, in nessun modo, per un minimo di coerenza, criticare altri di populismo.

venerdì 22 maggio 2009

Sogno una destra decente


È una donna infedele. Nel senso che non potrebbe mai giurare fedeltà cieca e assoluta a nessun leader.
«L’intervento sulle veline era una provocazione intellettuale. Non ho pensato di andare a toccare qualcosa di molto privato del presidente del Consiglio. Che abbia questo malvezzo lo si sussurra anche tra gli uomini del premier, però poi quando si pone il problema, silenzio: nessuno osa parlare perché mi dicono che sia un argomento tabù, lì dentro. Comunque, non volevo fare gossip ma aprire un dibattito serio su come avviene il reclutamento in politica: ora vanno di moda le veline e i servi».
«È una cosa importante, perché va contro il pensiero unico, anche se secondo me nel Paese la maggioranza degli elettori di centrodestra la pensa come Fini, che è minoranza solo nel partito. Sinceramente io non so se riuscirei a stare nel Pdl se non ci fosse Fini, che rappresenta una prospettiva di cambiamento. Lui sogna una destra decente».
Sofia Ventura, docente in Scienza della politica all’Università di Bologna

giovedì 21 maggio 2009

Confusione di POST


Si prega di far confluire tutti i commenti fuori tema in questo post, poiché, anche questa è manipolazione mentale, si distoglie la concentrazione sul tema postato dal Blogger, grazie.

La CAPPA della NEBBIA


Alle prossime elezioni amministrative si confronteranno quindi due schieramenti politici: "I DEMOCRATICI PER POGGIO BERNI" e "INSIEME PER POGGIO BERNI".
Dai dibattiti e dagli interventi raccolti nel nostro blog emergono sostanzialmente due interrogativi di fondo su cui è importante dibattere ancora:
- esiste la "CAPPA" del partito sulla lista "DEMOCRATICI PER POGGIO BERNI" che impedirà, di fatto, l'autonomia dell'ambito istituzionale rispetto a quello partitico?
- la "NEBBIA" che avvolge naturalmente ogni lista civica si diraderà completamente prima delle elezioni per fare emergere l'esatto profilo politico della stessa oppure no?

Se si alza completamente la "CAPPA" della "NEBBIA" è ragionevole attendere una bella primavera per la nostra Comunità.

Questo è l'auspicio de LA PIAZZA.

INCOMPRENSIONI POLITICA MEDIORIENTALE


Le origini del problema palestinese attuale

Uno studioso ebreo, Israel Shahak, ha scritto vari libri sul razzismo o il fondamentalismo dello Stato ebraico («Le racisme de l’Etat d’Israel», Guy Authier, Paris, 1975; «The jewish fundamentalism in Israel», London, Pluto Press, 1999); in italiano possediamo la traduzione di «Storia ebraica, il peso di tre millenni», CLS, Verrua Savoia, 1997. In questo breve articolo mi baserò su quest’ultimo suo libro. Lo Shahak spiega come il fondamentalismo giudaico sia di capitale importanza, non solo religiosa, ma politico-militare nello Stato ebraico, in Medio Oriente e anche negli USA. Infatti «fondamentalismo», in senso stretto, è una corrente esegetica del Calvinismo americano del XVIII secolo, la quale asserisce tutt’oggi che bisogna tornare all’esegesi rabbinica, che interpreta le profezie dell’Antico Testamento in senso strettamente materiale e terreno e fare di essa il «fondamento» della religione calvinista, donde il nome The Foondamenthals o «fondamentalismo». In base a questa dottrina gli ebrei di oggi pretendono di avere ancora il diritto, divinamente conferitogli, di possedere la Terra di Palestina e di distruggere i non facenti parte del popolo eletto: gli arabi e i pochi cristiani che ancora ci vivono. Lo Shahak scrive che ai soldati israeliani vengono dati dei piccoli compendi del Talmud, che incitano all’odio e alla violenza verso l’arabo, e definisce il fondamentalismo ebraico come «la certezza che la dottrina del Talmud è valida ancora oggi e per sempre». Elio Toaff («Essere ebreo», Milano, Bompiani, 1994) insegna che il Talmud è ancor oggi l’origine dell’ebraismo moderno. Padre Joseph Bonsirven («Dictionnaire de Théologie Catholique», 1911-31), ebreo e rabbino, convertito al cattolicesimo, scrive che «nel Talmud vi sono delle deviazioni: l’elezione d’Israele che è la Nazione unica e santa, separata da tutte le altre, il che conduce ad uno smisurato orgoglio etnico che facilmente diventa razzismo. L’anima del Talmud è il disprezzo per il goy o non-ebreo». Infatti, «Ebraismo è il termine che definisce la vita religiosa di Israele, il popolo eletto di Dio. (…), è lo stile di vita seguito dal popolo ebraico. (…), un popolo che vive secondo le proprie tradizioni religiose ed è fedele all’alleanza con Dio, che lo distingue (Lawrence E. Sullivan, ‘La tradizione religiosa dell’ebraismo’, Milano, Jaca Book, 2007, pagina 7)». «Gli ebrei religiosi riconoscono se stessi come un popolo fuori dal comune a causa dell’elezione e della Torah, (…). Sono un popolo fatto uscire dall’ordinario, (…)» (Ibidem, pagine 24-25). Inoltre, «Che cosa fa degli ebrei di tutto il mondo un solo popolo? (…) Il fatto di appartenere a una stirpe, una razza o una cultura? La risposta potrebbe essere tutto questo (…). L’ebraismo non nasce tanto come una nuova fede religiosa, quanto piuttosto come appartenenza a una famiglia, la famiglia di Abramo (Daniel Taub, ‘ABC per conoscere l’Ebraismo’, Cinisello Balsamo, San Paolo, 2008, pagina 5)». Infine, lo Shahak mostra come la differenza tra sinistra e destra israeliana sia solo accidentale: entrambe dipendono dai partitini religiosi ultra ortodossi e super nazionalisti, che arrivano anche al 25 % dei suffragi. Essi vorrebbero che la Halachà fosse legge dello Stato ebraico.

Quando nel 1917 vi fu la dichiarazione Balfour e nel 1922 il «Libro bianco», la Santa Sede, tramite L’Osservatore Romano, 30 giugno 1922, scrisse che «la difesa dei popoli indigeni era minacciata dalle aspirazioni sioniste». Inoltre previde che «l’argine arabo è inconsistente, non arresterà neppure di un metro l’avanzata del sionismo, la home o ‘focolare’ ebraico diverrà un fuoco (L’Osservatore Romano, 14 novembre 1924)». La Civiltà Cattolica, organo-portavoce della Segreteria di Stato vaticana, scrisse: «L’attuazione integrale del sionismo è ingiusta: i sionisti invadono arrogantemente la Palestina che è la casa degli arabi, per impiantarvi la loro home, espellendone gli antichi e pacifici abitatori e legittimi possessori» (1922, III, pagina 117). Essa propose, quindi, la soluzione della questione palestinese: «il rimedio per riportare la pace in Palestina è la partenza della massa degli ebrei e il totale abbandono dell’idea dello Stato d’Israele (1938, II, pagina 81)».

Oggi, realisticamente, dopo sessanta anni di occupazione della Palestina, non si può pretendere la cessazione dello Stato d’Israele, ma è giusto che la Palestina sia anch’essa un vero Stato indipendente, con libero accesso al suo mare, al suo cielo e libero collegamento interno. Tuttavia la «stampa» politicamente corretta ci presenta i palestinesi in generale e specialmente il partito che ha vinto le elezioni nel gennaio 2006, Hamas, come un’organizzazione fondamentalista in religione e terroristica in politica, che non vuol riconoscere l’esistenza dello Stato ebraico. Invece le cose non stanno esattamente così. Gianni Valente, in «Limes», 5/2007, ‘Gli arabi cristiani temono più Israele di Hamas’, dimostra che vi sono stati numerosi cristiani e anche dei sindaci cristiani eletti nelle liste di Hamas. Inoltre il Patriarca di Gerusalemme, monsignor Fuàd Twàl, ha detto: «gli elettori cristiani hanno contribuito alla vittoria elettorale di Hamas del gennaio 2006». Padre Pizzaballa, custode francescano della Terra Santa, ha confermato la piena disponibilità cattolica a collaborare con Hamas. Infine Valente spiega come Hamas non voglia un governo religioso, ma civile citando un’intervista del leader stesso di Hamas, Hanyèh al Washington Post nel febbraio 2006. Hamas è un partito confessionale o di ispirazione musulmana, ma non fondamentalista. La stessa idea è stata espressa da Amhad Jusif, sempre di Hamas, a «Limes» 1/2009, ossia se Israele si ritira nel territorio che aveva occupato nel 1948 (48%) e lascia l’ulteriore 22% occupato nel 1967 alla Palestina, allora Hamas riconoscerà lo Stato d’Israele, poiché il 23% di terra palestinese, divisa in due (Gaza e Cisgiordania, senza accesso al mare, al cielo e libera circolazione interna) non può essere chiamata Stato, ma campo di concentramento o di «sterminio» (vedi Gaza dicembre 2008-gennaio 2009) e nessuno può chiedere ad Hamas o ai Palestinesi di accettare volentieri di essere internati e sterminati.

Conclusione


La natura del sionismo, movimento de jure laico e de facto religioso, è «tendenzialmente fondamentalista» (I. Shahak): per far politica in Israele è vantaggioso essere (stati) o generali dello «tsahal» o rabbini, sia quanto al Likud sia quanto ai laburisti. Quindi il sionismo è un fondamentalismo che non si vuol riconoscere come tale, poiché la maggior parte dei mezzi di comunicazione sta nelle mani degli USA, di Israele e del giudeo-americanismo, i quali vogliono farci credere che l’unico fondamentalismo sia arabo. Invece, come abbiamo visto, il fondamentalismo nasce in ambiente calvinista americano e tocca l’apice nello Stato ebraico.
VEDI ANCHE QUI. E QUI.
I discorsi di Benedetto XVI in Terra Santa ce lo hanno ricordato, piaccia o non piaccia. Basteranno a ridare pace alla terra di Palestina? Non penso e neppure il Papa lo pensa; infatti si è richiamato alla promessa della Madonna di Fatima: «Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà!».

Don Curzio Nitoglia

mercoledì 20 maggio 2009

COSCIENZA O AMOR PROPRIO?


lunedì 18 maggio 2009

Tutti con FINI



“Il Parlamento deve fare leggi non orientate da precetti di tipo religioso. Il dibattito sulla bioetica è complesso e mi auguro che venga affrontato senza gli eccessi propagandistici che ci sono stati da entrambe le parti perchè queste sono questioni nelle quali il dubbio prevale sulle certezze” A proposito di immigrazione…………..”Dovremmo sforzarci tutti di affrontare una questione così complessa e così importante senza cadere nella tentazione di dare vita a un confronto finalizzato unicamente al voto per il Parlamento europeo". Per il presidente della Camera la questione dell'immigrazione è "una sfida culturale difficile ma non impossibile, da affrontare con lungimiranza evitando l'utilizzo di scimitarre e anatemi".
La nuova composizione della società, continua Fini, è un problema ineludibile: "Il fatto vero è che dobbiamo affrontare il problema con una logica diversa dal passato e dal presente. Dobbiamo guidare il fenomeno altrimenti ne verremo travolti e schiacciati e la nostra società entrerà in crisi".
Gianfranco Fini 18 maggio 2009

Franceschini


"Difficilmente in politica si viene scelti dall'alto e si fanno carriere luminose. Chi ha un percorso politico l'ha cominciato dal basso……… bisogna guadagnarselo, non vi aspettate che chiami qualche dirigente e vi offra uno spazio. Lo spazio ve lo dovete prendere". Dario Franceschini Youdem TV 18 maggio 2009

Dei tanti nuovi candidati delle due liste non conosciamo il loro percorso politico. Non sappiamo cosa pensano, quali sogni pubblici hanno, se hanno dei sogni. Tranne il fatto di affermare di riconoscersi in progetti scritti da altri ci sembra che non parlino, che non vogliano parlare. Dimenticano di essere dei POLITICI e non dei tecnici. I tecnici sono chiamati in tale veste a realizzare il progetto politico di altri. I politici lo dice anche Franceschini devono invece GUADAGNARSELO uno spazio, dal basso. Dite qualcosa, non diciamo qualcosa di sinistra, ma almeno qualcosa. Siamo in tanti a leggervi............

La CAPPA della NEBBIA



Alle prossime elezioni amministrative si confronteranno quindi due schieramenti politici: "I DEMOCRATICI PER POGGIO BERNI" e "INSIEME PER POGGIO BERNI".
Dai dibattiti e dagli interventi raccolti nel nostro blog emergono sostanzialmente due interrogativi di fondo su cui è importante dibattere ancora:
- esiste la "CAPPA" del partito sulla lista "DEMOCRATICI PER POGGIO BERNI" che impedirà, di fatto, l'autonomia dell'ambito istituzionale rispetto a quello partitico?
- la "NEBBIA" che avvolge naturalmente ogni lista civica si diraderà completamente prima delle elezioni per fare emergere l'esatto profilo politico della stessa oppure no?

Se si alza completamente la "CAPPA" della "NEBBIA" è ragionevole attendere una bella primavera per la nostra Comunità.

Questo è l'auspicio de LA PIAZZA.

CONIUGARE - Il nostro PTCP e la strada di penetrazione sul Marecchia



"Declinata in tutte le accezioni - ambientale, territoriale, sociale, economica, istituzionale - la sostenibilità è diventata in questi anni una chiave imprescindibile di verifica e impostazione di programmi e azioni rivolte alle trasformazioni del territorio, ed ha acquisito come tale, una particolare profilatura negli indirizzi della Comunità Europea.....La sostenibilità si incrocia strettamente con la "qualità" dello sviluppo, di cui costituisce parametro di controllo e misura...... Sostenibilità ambientale significa capacità di mantenere nel tempo qualità e riproducibilità delle risorse naturali, salvaguardia e miglioramento degli ecosistemi e della biodiversità, conservazione dei paesaggi, qualità dell'ecologia urbana" Stralcio tratto dal sito internet della Provincia di Rimini

Chiediamo troppo ai nostri politici se gli proponiamo di essere concreti e quindi di provare a coniugare i principi enunciati dal PTPC con i vari progetti di strada di penetrazione sul Marecchia?

Confusione di POST



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domenica 17 maggio 2009

SCELTA CORAGGIOSA

Amate pure il guadagno facile,
l'aumento annuale di stipendio, le ferie pagate.
Chiedete più cose prefabbricate,
abbiate paura di conoscere i vostri prossimi e di morire.
Quando vi vorranno far comprare qualcosa
vi chiameranno.
Quando vi vorranno far morire per il profitto,
ve lo faranno sapere.

Ma tu, amico, 
ogni giorno fa qualcosa che non possa essere misurato.
Ama la vita. Ama la terra.
Conta su quello che hai e resta povero.
Ama chi non se lo merita.
Non ti fidare del governo, di nessun governo.
E abbraccia gli esseri umani:
nel tuo rapporto con ciascuno di loro riponi la tua speranza politica.

Approva nella natura quello che non capisci,
perché ciò che l'uomo non ha compreso non ha distrutto.
Fai quelle domande che non hanno risposta.
Investi nel millennio... pianta sequoie.
Sostieni che il tuo raccolto principale è la foresta che non hai seminato,
e che non vivrai per raccogliere.
Poni la tua fiducia nei cinque centimetri di humus
Che crescono sotto gli alberi ogni mille anni.

Finché la donna non ha molto potere,
dai retta alla donna più che all'uomo.
Domandati se quello che fai
potrà soddisfare la donna che è contenta di avere un bambino.
Domandati se quello che fai
disturberà il sonno della donna vicina a partorire.
Vai con il tuo amore nei campi.
Risposati all'ombra.

Quando vedi che i generali e i politicanti
riescono a prevedere i movimenti del tuo pensiero,
abbandonalo.
Lascialo come un segnale della falsa pista,
quella che non hai preso.
Fai come la volpe, che lascia molte più tracce del necessario,
diverse nella direzione sbagliata.
Pratica la resurrezione. 


W E N D E L L   B E R R Y

sabato 16 maggio 2009

A noi tutto il traffico pesante - GRAZIE PD



"Con l'accordo dei 4 comuni della Valmarecchia, e con il progetto che la provincia concluderà entro un anno, partiremo con il primo stralcio del progetto esecutivo del tratto fino all'incrocio con Pontaccio Macello, tagliando dalla vallata il traffico pesante. I costi sono elevati, solo per il primo stralcio 13 milioni, ma sono già nel bilancio della provincia" Mauro Morri La Voce 16 maggio 2009

Quando tra vent'anni la provincia avrà nel bilancio le risorse capiremo come intenderà migliorare anche la nostra qualità della vita come impone la legge regionale che tratta di territorio. Nel frattempo sappiamo quale è il progetto. Si scarica il problema dalle Comunità forti alle Comunità più deboli. Sembra la stessa filosofia politica del governo quando tratta la questione immigrati. Dov'è la differenza?

venerdì 15 maggio 2009

La campagna invaderà la città


“Dopo anni di esodi e di crisi, la campagna si prende la rivincita. E torna protagonista del futuro” “i giovani che stanno tornando in campagna, fenomeno che sta avvenendo soprattutto nel nord del mondo forti di questa consapevolezza attuano forme di agricoltura e commercio innovativo” “Le campagne saranno dunque la vera avanguardia e la loro definizione di una nuova produzione e distribuzione del cibo invaderà le città” “tornare indietro per guardare avanti senza riproporre scenari arcaici ma reinterprentando il presente”.

“Green City” L’Espresso 01 ottobre 2007

Invocazione delle donne africane


“Li hanno mandati al massacro. Li uccideranno, uccideranno anche i loro bambini. Gli italiani non devono permettere tutto questo. In Libia ci hanno torturate, picchiate, stuprate, trattate come schiave per mesi. Meglio finire in fondo al mare. Morire nel deserto.” E’ il grido di dolore delle donne africane alla notizia che 200 migranti sono stati rispediti dalla Marina militare italiana nei campi di concentramento libici. Noi italiani non possiamo permetterlo. Non possiamo condannare all’inferno persone colpevoli solo di cercare una terra dove vivere dignitosamente. Non possiamo trasformare il “grande lago” Mediterraneo nella fossa dei disperati della terra. Non possiamo neppure per un momento, neppure per una persona, diventare cinici collaboratori dei carnefici, sia che si tratti di spregevoli mercanti di esseri umani sia che si tratti di aguzzini libici.

Pertanto, noi, uomini e donne impegnati da tempo per la pace, la solidarietà internazionale, la cooperazione tra i popoli, raccogliamo l’invocazione delle donne africane di Lampedusa e lanciamo un appello a tutte le persone di buona volontà e di coscienza: fermiamo subito questa atroce escalation della politica “cattiva” del Governo italiano. La politica non può essere né cattiva né buona, ma giusta ed umana. La salvaguardia della vita umana ed il contrasto di qualunque oppressione deve tornare ad ispirare leggi, azioni, comportamenti tanto dei politici quanto dei cittadini comuni, solo così tutti potremo vivere bene su tutte le sponde del Mediterraneo ed assicurare un futuro di pace e giustizia a chi verrà dopo di noi. Per questo condanniamo l’agire del Governo italiano e, in accordo, con Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, diciamo che il principio internazionale di non respingimento deve continuare ad essere integralmente rispettato.

Per affermare queste idee proponiamo che sabato 16 maggio, in più città italiane affacciate sul mare, si promuovano incontri, presidi, racconti, meeting musicali. Sarà un modo per testimoniare - in quanto cittadine e cittadini per i quali non sono morte né la pietà né il senso di giustizia - il nostro dovere di essere umani che dall’acqua del Mediterraneo per secoli hanno tratto la vita.

CLAUDIO FAVA (giornalista) - MONI OVADIA (attore) - PAOLO RUMIZ (scrittore) -GIULIANA SGRENA (giornalista) - MAURO PALMA (docente universitario impegnato a livello europeo contro la tortura) - LISA CLARK (esponente movimenti pacifisti) - DONTONIO DELL’OLIO (ass.ne Libera) - FRANCO CASSANO (docente universitario, giurista) - FILIPPO MIRAGLIA (resp.le Arci Immigrazione) - NINO BUTTITTA (docente universitario)

Confusione di POST


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giovedì 14 maggio 2009

Il senso


E' da un po che ho proposto alla Piazza di chiudere il blog. C'è discussione, non siamo tutti d'accordo. Il mio punto di vista è che dopo oramai quattro mesi l'obiettivo che ci eravamo prefissi è cioè di stimolare un dibattito permanente di cultura politica si può dire fallito. E' vero che fare cultura è difficile, richiede tempi lunghi, il blog non è forse neanche strumento adeguato e noi non siamo neanche preparati per questo ma si doveva trattare di un qualcosa che nasce e si sviluppa qua per evitare che rimbalzi via.
Ecco qua è nato ma purtroppo non si è sviluppato come speravamo. C'è poca partecipazione, poco interesse ai temi proposti. Siamo secondo me anche percepiti in modo negativo. Siamo stati molto spesso equivocati. Eppure non abbiamo mai manifestato alcun interesse alla partecipazione attiva al confronto elettorale. E' la nostra una Comunità molto chiusa, con molti steccati. Per continuare occorrerebbe un senso, che secondo me, in questo momento, non c'è più.

mercoledì 13 maggio 2009

SOVVERSIVI


"La sinistra deve diventare più sovversiva, e oggi nè la sinistra riformista nè quella radicale sono sovversive, sono tutte complementari al gioco del potere liberista. Sono quiete, sono conformiste. Sono praticamente uguali....la sinistra deve avere fondamentalmente tre valori (per altro abbastanza antichi): la libertà prima di tutto (che nel 900 ha ignorato e spesso combattuto), l'uguaglianza (che sembra ormai una parola vuota), e la fraternità (che non può restare monopolio dei cattolici).....perchè ci siamo stufati di "noi" di noi stessi. Della difesa dell'io, dell'identità, della sicurezza di ciascuno di noi. Del narcisismo. Cioè delle bandire della politica di oggi. Le bandire di tutti: dalla lega ai vari partiti comunisti. Non ce ne frega più niente dell'identità. Giorni fa mi hanno chiesto: ma l'Altro sarà un gionale comunista? Ho risposto: l'Altro - lo dice la parola - sarà un giornale altruista. Va bene "Altruista" vi sembra una parola vecchia? Vi sembra generica? Vi sembra qualunquista? No, a me sembra l'unica parola che ha un senso in politica" Piero Sansonetti

Proviamo a giocare: qual'è il programma per le prossime elezioni comunali più sovversivo? O cosa manca di veramente sovversivo?

martedì 12 maggio 2009

FRECHENDO'


Pur sapendo di andare fuori tema visto l'approssimarsi della corsa alle urne, e il continuo avvicendarsi dei diversi programmi elettorali,  mi preme  far presente, anche se penso che molti di voi lo abbiano già appreso dai quotidiani se anche in maniera molto smorzata, la questione Sammarinese sul riciclaggio di denaro attraverso una Banca italiana acquisita dalla Carisp di San Marino, e la stessa portando all'arresto dei vertici di diversi istituti italiani e sammarinesi grazie all'intervento in gamba tesa della Gabanelli. Nel link potete seguire le interviste e gli intrecci politico-finanziari fra i due paesi.

Nasce L'ALTRO quotidiano - il giornale dei Piazzaroli


"L'ALTRO sarà un giornale apertissimo. Vogliamo discutere di tutto con tutti. Noi sappiamo che per dialogare bisogna essere in due. Sarà aperto a tutte le idee di chi vorrà partecipare alla ricostruzione della sinistra e sarà aperto anche alle idee della destra. Vogliamo fare un giornale moderno, non una fazione, non la difesa di una nicchia. Lavoreremo per smontare uno ad uno tutti i tabù della sinistra, senza farci risucchiare nei tabù dei conservatori. Questo vuol dire che non avremo una linea politica? Certo che avremo una linea. Saremo libertari, egualitari, femministi, ambientalisti.
Ma avere una linea non significa esserne prigionieri. Voi direte: ma è un programma troppo ambizioso.
Avete ragione: è molto ambizioso"
Piero Sansonetti

lunedì 11 maggio 2009

L'Italia è un paese multirazziale, non multietnico


"E’ indubbio che l’Italia sara’ un Paese multirazziale. Il problema e’ evitare che diventi un Paese multietnico e multiculturale nel senso che si rifiuta la logica dell’integrazione e dove ognuno vive nel suo enclave con la sua etnia e con la sua cultura. Il nostro obiettivo e’ quello dell’integrazione dei regolari farli divenire cittadini italiani e contrastare, invece, severamente l’immigrazione clandestina, anche con il respingimento alle frontiere, che non e’ nulla di scandaloso, nulla di anomalo. Chi vuole l’Italia dalle mille etnie divise tra di loro, con il quartiere cinese, con il quartiere maghrebino, il quartiere asiatico, vuole un’Italia snaturata socialmente e culturalmente. Noi non vogliamo quest’Italia".
Italo Bocchino

sabato 9 maggio 2009

La CAPPA della NEBBIA


Alle prossime elezioni amministrative si confronteranno quindi due schieramenti politici: "I DEMOCRATICI PER POGGIO BERNI" e "INSIEME PER POGGIO BERNI".
Dai dibattiti e dagli interventi raccolti nel nostro blog emergono sostanzialmente due interrogativi di fondo su cui è importante dibattere ancora:
- esiste la "CAPPA" del partito sulla lista "DEMOCRATICI PER POGGIO BERNI" che impedirà, di fatto, l'autonomia dell'ambito istituzionale rispetto a quello partitico?
- la "NEBBIA" che avvolge naturalmente ogni lista civica si diraderà completamente prima delle elezioni per fare emergere l'esatto profilo politico della stessa oppure no?

Se si alza completamente la "CAPPA" della "NEBBIA" è ragionevole attendere una bella primavera per la nostra Comunità.

Questo è l'auspicio de LA PIAZZA.