venerdì 21 agosto 2009

La legge del mare


"Nessuna politica di controllo della immigrazione consente a una comunità internazionale di lasciare una barca carica di naufraghi al suo destino. Esiste una legge del mare, e ben più antica di quella pure codificata dai trattati. E questa legge ordina: in mare si soccorre"
Quotidiano Avvenire

Cultura Locale


"Posso capire che a scuola si possa studiare la cultura locale ma non che si voglia portare indietro la Costituzione attribuendo ai dialetti la stessa dignità dell'italiano. Oggi i giovani vogliono imparare l'inglese...il Pdl deve fare un proprio lavoro culturale perchè l'edificio politico non può reggersi sul leaderismo di Berlusconi".
Adolfo Urso

Rivoluzione


"Per vincere i riformisti debbono elaborare nuove idee e nuovi progetti su tutti i temi elencati in precedenza. Ribadendo con forza il ruolo dello Stato come regolatore di un mercato finalmente pulito. Approfondendo i modi e gli strumenti attraverso i quali i cittadini abbiano uguali prospettive di fronte alla vita. Rinnovando il funzionamento del sistema scolastico, della ricerca scientifica e del sistema sanitario. Ripensando al grande processo di superamento del nuovo nazionalismo politico ed economico con una forte adesione agli obiettivi di coesione europea e di solidarietà internazionale. Non avendo paura di denunciare i tanti aspetti riguardo ai quali il capitalismo deve profondamente riformarsi. Non accontentandosi di mostrare un giorno la faccia feroce e il giorno dopo un viso sorridente verso gli immigrati, ma preparando una organica politica di legalità ed accoglienza.

giovedì 20 agosto 2009

Et Voilà


"Non sono poche, in ogni caso, le osservazioni di peso arrivate contro il PSC. C'è quella presentata dalla Buzzi Unicem, che al Comune chiede nientemeno (come già anticipato alcuni giorni fa) di poter trasformare l'area dove sorge l'ex cementificio a San Michele, e i suoi terreni circostanti, in una zona residenziale e commerciale"
Tratto da Il Resto del Carlino del 19.08.2009

mercoledì 19 agosto 2009

Per parlare di utopia e per pensare il futuro

Utopie dannose e utopie utili
Un illuminato go­verno mondiale che avesse il com­pito di trarci fuo­ri dalla crisi ragionerebbe pressappoco così: non basta arrestare il crollo dell’econo­mia e della finanza, obietti­vo perseguito finora; uscire davvero dalla crisi significa porre il mondo sul sentiero di una crescita che possa du­rare nel tempo senza sfocia­re in una nuova catastrofe: una crescita, come dicono gli economisti, sostenibile.

Ribellarsi fa bene: a chi lo fa e a chi non osa


"Dunque diciamolo: è morta la dimensione collettiva. Il “noi” che rafforzava i tanti “io” di cui era composto, latita. Era onnipresente, la prima persona plurale. Ora è scomparsa. Non è mai stata facile da declinare: includere l’Ego degli altri, sistemarlo accanto al proprio, non è mai naturale, tocca smussare angoli, reprimere individualismi, concedere generalizzazioni, perdere qualcosa di sè. Però si può fare, anzi: si deve.

Soltanto una massa di “io” ordinati in un “noi”, che li sovrasta e li protegge e li rappresenta, nel corso della storia, ha saputo abolire lo schiavismo, difendere il lavoro, conquistare diritti uguali per tutti, combattere il fascismo. L’individuo, da solo, può regalare all’umanità soltanto il godimento dell’arte. È necessaria, l’arte, ma non è sufficiente. Non oggi e non qui, in Italia."

Lidia Ravera

venerdì 14 agosto 2009

Uno stile


“Non ti curar di lor ma guarda e passa. Le critiche? Non le ho lette Sinceramente non ne avevo bisogno: era più importante quello che penso e quello che sentiamo dentro di noi”.
José Mourinho

Depenalizzare


«Troppe persone sono arrestate e non tornano più a casa per uno spinello. In molti paesi d'Europa la marijuana è libera. In Italia c'è la libera circolazione delle droghe pesanti e l'arresto di poveri diavoli per un spinello. A Milano i consumatori abituali di cocaina sono stimati in 150.000. Il porto di Gioia Tauro è la porta d'ingresso per ogni tipo di droga in Europa. Per risolvere il problema dell'affollamento delle prigioni è sufficiente depenalizzare la marijuana. Per risolvere il problema di strani suicidi e di infarti improvvisi in cella è sufficiente depenalizzare la marijuana». Beppe Grillo

Agenti del cambiamento


Nella East Room della Casa Bianca, sedici eccellenze sono state fe­steggiate da una folla di amici e parenti, ma soprattutto cele­brati con sobrietà da un uo­mo che vede nel servizio il sa­le della terra e la base di ogni comunità. «A unirli è la convinzione che le nostre esistenze siano ciò che noi ne facciamo, che nessuna barriera di razza, genere o in­fermità fisica possa limitare lo spirito umano, che il vero test nella vita di ogni persona è ciò che si fa l’uno per l’al­tro. Queste donne e uomini straordinari, questi agenti del cambiamento ci ricordano che l’eccellenza non è oltre i nostri mezzi, la speranza è die­tro l’angolo, la giustizia può anche esistere negli angoli di­menticati del mondo. E che ognuno di noi può realizzare i sogni suoi e far avanzare quel­li degli altri». Barack Obama

mercoledì 12 agosto 2009

Parlar chiaro..


Estratto della delibera con la quale il nostro Consiglio Comunale (all'unanimità) segnala, al vicino comune di Santarcangelo, opportunità di modifica dei suoi progetti di sviluppo (PSC):

….
Si propone:

1) di integrare la previsione contenuta nella Tavola 4 (Carta di inquadramento territoriale) del PSC con la continuazione verso monte del secondo stralcio della strada di gronda pensando ad un progetto viabilistico più ampio da realizzare assieme alla Provincia ed in condivisione con i quattro Comuni dell'Unione.

2) di tenere in considerazione in prossimità dell'incrocio con la via Pontaccio Macello il raccordo con le indicazioni viabilistiche recepite in Delibera Consiliare dal comune di Poggio Berni che indicano un eventuale proseguimento verso monte con conseguente raccordo della viabilità in sponda destra del fiume Marecchia .

3) viste le sempre maggiori necessità di mobilità sull'asse mare monte,di prevedere all'interno degli strumenti pianificatori,corridoi di salvaguardia per soluzioni di mobilità future che, in assenza di adeguata salvaguardia sarebbero precluse definitivamente.
….
Traduzione (perchè l'italiano stenta un pochino ma noi crediamo di avere capito)
1) Caro comune di Santarcangelo... non pensare, con la gronda che arriva alla pontaccio, solo al tuo di sviluppo! Noi vogliamo anche il nostro! La strada, per favore, la fai continuare nel fiume perchè così, quello che potrai fare te lungo la Santarcangiolese, lo facciamo anche noi. Un po' di casette per te e un po' di casette per me. Naturalmente deve essere d'accordo anche Torriana perché anche loro, lungo la santarcangiolese, vogliono fare il loro "Stradone".
2) .. quindi, adesso che farete la gronda fino alla Pontaccio, nel fare il progetto, vedete di prevedere da subito come proseguire sta strada dentro al fiume.. e ... mi raccomando, ad un certo punto ci vuole il ponte per passare di la (e non scordatevi la "BRETELLA DI TREBBIO").
3) Siccome adesso nei sette comuni dell'alta Valmarecchia partirà la cementificazione selvaggia (sono venuti a Rimini per quello!) servirà preparare una nuova "E7 - Valmarecchia" per arrivare a Sansepolcro in 35 minuti (Basta anche a Pennabilli in 25). Dunque mi raccomando Santarcangelo, non costruire troppo vicino al fiume che una superstrada che parta da San Vito bisogna piazzarla! Se tappi tutti i buchi.... dove la mettiamo?
Detto in altre parole...
  • Il nuovo che avanza..
  • La politica del fare..
  • Basta chiusure pregiudiziali e staliniste..
  • Il nuovo socialismo demcratico..
  • Buon governo operoso..
  • Ascolto dei cittadini..
  • Governo della maggioranza..
  • La fine delle ideologie..
A sem a post!
Massimo Raggini
Ex Segretario della FGCI Poggio Berni
Ex Segretario del PCI Poggio Berni
Ex Consigliere Comunale di Poggio Berni
Ex Assessore del Comune di Poggio Berni
Ex Sindaco del Comune di Poggio Berni
Ex Segretario dei DS di Poggio Berni
Ex Militante del PD di Poggio Berni
44 anni ... dunque vicino al ricovero in geriatria per manifesta demenza senile
PS: Se ho capito male mi scuso.

Ottimismo


Una ricerca durata otto anni su un campione di 100 mila soggetti ha messo in rilievo un’associazione tra ottimismo e salute fisica.
I dati nel dettaglio dicono che chi manifesta pensieri ostili verso gli altri e verso il futuro ha il 16 per cento di possibilità in più di ammalarsi di una malattia mortale; le ottimiste invece soffrono meno di patologie cardiovascolari (9%). Secondo la dottoressa Hilary Tindle, a capo del gruppo di ricerca, «la maggior parte dei dati suggerisce che un'elevata e prolungata situazione di negatività è rischiosa per la salute». Una delle possibili spiegazioni dei risultati della ricerca è che l’ottimismo si riveli prezioso nelle situazioni avverse e consenta di prendersi meglio cura di sé in caso di malattia. Altra ipotesi plausibile il fatto che le donne che si sono dichiarate ottimiste fossero più sportive, meno fumatrici e più magre delle pessimiste. Resta però da capire innanzitutto il corretto rapporto causa-effetto – se cioè si è malati perché cinici o cinici perché malati - e poi le modalità attraverso cui la causa esercita le sue conseguenze.

martedì 11 agosto 2009

Piano casa


Vale la pena riassumere alcune dei punti di maggior rilievo di una legge articolata e complessa: centri storici, aree naturali protette e aree di edificabilità assoluta sono escluse da qualsiasi intervento; gli ampliamenti previsti riguardano abitazioni fino a un massimo di 1000 metri cubi, dove si potranno costruire, solo in adiacenza alle abitazioni, al massimo 200 metri cubi di ampliamenti, equivalenti a 62,5 metri quadrati circa; si possono demolire e ricostruire edifici con aumenti di cubatura massimi del 35% a condizione che vengano superati di almeno il 10% gli obiettivi di risparmio energetico e fonti rinnovabili stabiliti da leggi nazionali e regionali (nel Lazio è già in vigore una buona normativa sulla bioarchitettura); gli ampliamenti possibili salgono fino al 60 per cento se gli interventi riguardano veri e propri programmi di riqualificazione ambientale, con la liberazione di aree di pregio (parchi, litorali, zone vincolate), che vengono rinaturalizzate e rese pubbliche e la ricostruzione in zone idonee; viene stanziato 1 miliardo di euro in 10 anni per costruire e/o recuperare case popolari; vengono concessi finanziamenti e agevolazioni alle persone anziane a basso reddito che ristrutturano i loro appartamenti, sempre per renderli più efficienti dal punto di vista energetico; si possono ampliare del 10% attività di piccolo artigianato e impresa, che non superino i 1000 metri quadrati di superficie, solo a condizione che migliorino i loro sistemi di abbattimento dell’inquinamento acustico e atmosferico e riducano i consumi di energia.
Si poteva fare di meglio? Sicuramente sì. Ma anche grazie agli assessori e al gruppo consiliare di Sinistra e Libertà il Lazio ha una legge che non si limita a “fotocopiare”, magari riducendo i danni, il dettato berlusconiano. Nella nostra regione esistono problemi, penso soprattutto alla cosiddetta emergenza abitativa, che altri territori non conoscono, almeno nelle nostre dimensioni. Dobbiamo affrontare situazioni di degrado, determinate da decenni di abusivismo edilizio, regolarmente condonato, e di pessima gestione del territorio, finalizzata solo a valorizzare la rendita fondiaria, senza preoccuparsi né della qualità del costruito né, tantomeno, dei servizi. Abbiamo zone di pregio paesaggistico, come l’Agro romano, solo in parte tutelate, soggette a fenomeni di abbandono e minacciate da nuove colate di cemento, magari in nome del “social housing”.

A questi problemi abbiamo cercato di dare una risposta, concreta, sostenibile e innovativa. A partire da settembre c’impegneremo perché il quadro legislativo sia completato con la legge sul diritto all’abitare (una nostra mozione in questo senso è stata approvata a larga maggioranza) e dalla legge che vincola dal punto di vista paesaggistico tutto l’Agro romano, semplificando allo stesso tempo la vita degli agricoltori.

E’ su questo difficile confine tra tutela ambientale e rilancio dell’economia, risposta ai bisogni sociali e salvaguardia dei beni comuni che si gioca anche una sfida culturale per Sinistra e Libertà. Il cosiddetto “ambientalismo del fare” si è infranto sulle contraddizioni del Pd, favorevole al carbone pulito e pronto a strizzare l’occhiolino al nucleare. Noi, però, non possiamo rassegnarci a diventare, nella migliore delle ipotesi, i custodi dell’immobilismo, che spesso si traduce in abbandono e degrado. Dobbiamo assumerci dei rischi, misurarci anche con impostazioni culturali che hanno dimostrato, nel tempo, la loro inefficacia, cercare nuove strade, sperimentare nuove soluzioni. Nel Lazio, più o meno consapevolmente, abbiamo definito una nostra proposta politica, i cui risultati sono ovviamente da verificare. Ma i giudizi che abbiamo raccolto finora fanno davvero sperare bene.

Enrico Fontana - capogruppo di Sinistra e Libertà alla Regione Lazio

Cassintegrati


"A Prato abbiamo centinaia di ettari di terreni incolti affidiamoli ai cassaintegrati e facciamo nascere coltivazioni biologiche di altissima qualità. Possono essere un punto di riferimento per mense pubbliche, ospedali, ma anche privati e aiutare i lavoratori meno fortunati" Roberto Cenni - Sindaco di Prato
I vantaggi? Da una parte una sostanziale integrazione dello stipendio dei lavoratori con salari tagliati, dall’altra un aiuto a quei problemi psicologici che, inevitabilmente, tormentano la maggioranza dei lavoratori rimasti senza occupazione. In più, sostengono i sindacati, ci potrebbero essere vantaggi per chi è stato licenziato e non ha ancora i requisiti per andare in pensione.

«Siamo convinti di poter dare lavoro a più di cinquecento persone perché sono molti i gruppi interessati all’acquisto di prodotti biologici di qualità». Ma che cosa dovrebbero coltivare i cassaintegrati? «Ogni tipo di frutta e verdura con un particolare riferimento alla produzione tipica della piana di Prato», spiega Venturi. «Penso a una particolare varietà di cavalo nero, o al melone “retato” pratese, straordinario per realizzare marmellate, mostarde e sorbetti. E ancora varietà autoctone di pomodori, zucchine, albicocche, ciliegie. E anche alla produzione dello zafferano, che a Prato veniva coltivato sino dal medioevo».
Alessandro Venturi - Presidente Slow Food

domenica 9 agosto 2009

Opinioni a confronto



Riportiamo dal blog opinioni a confronto

un cittadino che non se ne frega ha detto...
UN PAESE A ROVESCIO

Cari piazzaroli datemi un mano per capire il nostro paese a rovescio.
Dunque l'Assessorato ai servizi sociali, lancia la trovata dello scambio dei libri usati è proprio una presa in giro: come dire che siccome sei povero scambia i libri usati in biblioteca. Ma che pedagogia è questa che istiga i bambini a disfarsi dei propri libri confermando loro uno stato di povertà? Un Comune che si rispetti dovrebbe trovare i soldi per comprare i libri ai bambini e alle bambine e insegnare loro di tenerli d'acconto!

E che dire della nostra parrocchia del centro! Non ho mai visto giocare né bambini né bambine tanto meno adolescenti e giovani nell'area della Parrocchia del centro. Ho visto invece realizzare nel teatro feste baccanali di tipo dionisiaco che hanno coinvolto fasce di generazioni adulte e anziani, in feste danzanti di liscio, rumorose: momenti di bagordigia, che mi hanno fatto pensare ad un ritorno al mondo dei primitivi.

9 agosto 2009 7.55


piero ha detto...
DOTT.PAOLA TONONI,la invito a passeggiare per il territorio del Suo Comune per verificare tutto quanto stà affermando da qualche mese;non è tutto così negativo come lei sostiene.
Si faccia conoscere dalla gente;non rimanga rinchiusa nella sua....mansarda.
Provi a "cercare" di dialogare con chi vive il territorio senza chiedere aiuto a chi non può darglielo o non vuole,ma soprattutto cerchi di essere meno piena di sè e più umile;avrà più proseliti......

9 agosto 2009 16.02

venerdì 7 agosto 2009

Festa de L'Unità Privè


Ritorniamo settari!
Entro il mese di agosto organizzeremo la Festa de L'Unità Privè.
Chi desidera essere invitato può esprimerlo su questo blog o scrivere direttamente al Banditore.
Per evitare polemiche anticipiamo che a nostro insidacabile giudizio gli inviti saranno oggetto di rigidissima e ristretta selezione.

Smantellare


Meno ospedali, meno ambulatori: ridurre i livelli di assistenza si traduce in questo?
«Le prestazioni sanitarie non saranno più garantite dal sistema sanitario. Perché o si riducono o si va in deficit. Quando il governo dice che non taglia la spesa sanitaria, dice una cosa non vera perché il taglio è già avvenuto nella Finanziaria 2009, per il 2010 e 2011. Facciamo una bella operazione verità e confrontiamoci nel merito. Il governo si assuma le sue responsabilità».
Meno Stato più mercato nella sanità: è quanto teorizzato nel libro Verde del ministro Sacconi. Siamo già alla pratica?
«Penso che sia in atto il tentativo di smantellare il sistema sanitario nazionale, senza dirlo in modo esplicito. Si vuole smantellare per arrivare al cosiddetto doppio sistema, pubblico più privato. Ma faccio presente che in tutti i paesi del mondo dove esiste un doppio sistema la spesa complessiva pubblica per la sanità è a due cifre del Pil (dagli Usa, alla Svizzera, all’Australia). Noi spendiamo il 6,7% del Pil. È un errore sia economico, che sociale».
Vasco Errani

giovedì 6 agosto 2009

Salario sociale


"Non si può semplificare il tutto parlando di Meridione e Settentrione. A Palermo ci sono voci di spesa alimentare alte quanto a Trieste. Nel Sud i servizi sono di qualità inferiore e le famiglie, quando devono curare i cari, si trasferiscono al Nord spendendo un sacco di soldi. La differenza di costo c'è, ma si concentra in realtà su una sola voce: la casa. E' li che dobbiamo agire............Sviluppando accanto alla contrattazione nazionale e a quella di secondo livello basata sulla produttività un terzo canale: la contrattazione territoriale sociale. Imprese, sindacato ed enti locali dovrebbero accordarsi per trovare delle soluzioni al maggior costo abitativo. Un po' come oggi già si fa sulle tariffe. Il meccanismo permetterebbe di non toccare i salari, ma di offrire compensazioni attraverso politiche vantaggiose per le case e i servizi. Una sorta di salario sociale da aggiungere a quello aziendale e nazionale".
Con quali risorse regioni, province e comuni dovrebbero quindi sostenere il costo di tale iniziativa?
"Forme di contrattazione sociale già esistono, ma vanno rafforzate. Per questo bisogna rivedere il patto di stabilità interno".

Guglielmo Epifani

mercoledì 5 agosto 2009

Inni e bandiere


«L'articolo 12, comma 1 della Costituzione riconosce quale simbolo della Repubblica italiana il tricolore. Nei principi fondamentali della Costituzione non è, viceversa, incluso alcun riconoscimento ufficiale dei simboli identitari che contraddistinguono le Regioni. Tale lacuna - spiegano i senatori della Lega nella loro proposta di legge - si rende, ad oggi, inammissibile, alla luce della sostanziale valorizzazione del ruolo politico ed istituzionale delle Regioni realizzata dalle più recenti riforme costituzionali. L'estensione dell'ambito materiale della competenza normativa regionale ha, infatti, trasformato la Regione in un ente territoriale dotato di una piena autonomia politica, favorendone così in ultima istanza il rapporto diretto con i cittadini.....in tale fase storica di ripensamento dell'assetto territoriale dello Stato in ambito interno e a livello sovranazionale, è più che mai necessario recuperare i simboli identitari che, contraddistinguendo ciascuna realtà regionale, contribuiscono ad alimentare quel legame dei cittadini con il territorio che è presupposto indispensabile di qualsiasi riforma federale dell'ordinamento»

Ci manca il trequartista


I lettori ci sono.
I post cerchiamo di variegarli.
Ascoltando anche le parole della Dottoressa Tononi stiamo cercando di capire come mai il blog non funziona.
Leggendo le parole di Mourinho stiamo pensando di avere gli stessi problemi dell'Inter: ci manca un trequartista.
Non facciamo nomi neanche noi ma possiamo dire che stiamo trattando e molto presto lo troveremo, nel frattempo giochiamo continuiamo a giocare con i lanci lunghi.
''Mi manca un trequartista.......Non faccio nomi ma manca un giocatore che abbia delle qualità diverse, un giocatore più offensivo, più creativo, che fornisca la necessaria connessione tra la due prime linee e la terza linea". Mou.

Confusione di POST


Si prega di far confluire tutti i commenti fuori tema in questo post, poiché, anche questa è manipolazione mentale, si distoglie la concentrazione sul tema postato dal Blogger, grazie.

martedì 4 agosto 2009

Democrazia


«La Costituzione l’hanno scritta alcuni che erano stati condannati dai tribunali speciali, o spediti al confino dal regime fascista. Per questo hanno voluto una magistratura indipendente, che indipendentemente ha deciso di farmi tornare li­bero. Trent’anni fa pensavo che la democrazia non mi garantisse il diritto di esistere, e mi sono ribellato sparando e uccidendo; oggi, ma non da oggi, so che sbagliavo, e che questa democrazia mi ha offerto la possibilità di pagare gli errori com­messi e tornare a una vita normale. Questo è il mio Paese, ed è il Paese in cui crescerà mia figlia...... Sì, le cose che ho fatto non possono andare in archivio, sono un marchio che resta. Forse col passare del tempo si arriva a riflettere, si può provare a spiegare le ragioni di certe scelte, non è più preclusa la possibilità di tornare a una vita normale. Per poter dimostrare che sì, sono un assassino, ma anche altro».
Giuseppe Fioravanti

Ridistribuire


"I dati ISTAT sottolineano ancora una volta l’esistenza di un divario tra le condizioni economiche del Nord e Sud del paese dove si concentra il maggior numero di soggetti poveri. Si tratta di una questione antica le cui cause sono molteplici ma certo non affrontabili con la nascita di un partito del Sud di cui tanto si è discusso in questi giorni. Chi pensa al partito del Sud pensa ad aumentare il potere di ricatto sulle politiche nazionali; tuttavia non sarà sufficiente destinare maggiori risorse alle regioni del mezzogiorno, come dimostrano le esperienze passate, e neppure aumentare i controlli sulla spesa, senza un’ipotesi strategica nuova, capace di aumentare il benessere delle popolazioni meridionali e contrastare il dominio dell’economia illegale.
Non c’è dubbio che una politica di contrasto alla povertà risolverebbe molti problemi del Sud se si basasse su tre strumenti fondamentali: lavoro, servizi pubblici gratuiti o a basso costo( asili nido, scuole, sanità, assistenza agli anziani), sostegno ai redditi bassi.
Il primo imperativo è creare lavoro investendo in opere pubbliche. L’opera pubblica più necessaria, come ci ricorda sempre Fulvia Bandoli, è la messa in sicurezza del territorio e degli edifici pubblici, innanzitutto scuole ed Ospedali. Il terremoto dell’Aquila dovrebbe almeno farci riflettere su questa necessità. La seconda operazione da fare in periodo di crisi è bloccare i licenziamenti in attesa di piani di rilancio e riconversione dei processi produttivi. Contemporaneamente bisogna investire nei servizi pubblici con il doppio scopo di rafforzare una rete di protezione per i soggetti più fragili e creare occupazione. Infine è necessario sostenere i redditi bassi(da lavoro e da pensione) attraverso misure fiscali ma anche attraverso strumenti contrattuali che assumano come obiettivo la crescita dei salari e non la moderazione salariale, come fa l’accordo sottoscritto da Cisl e Uil. Sono inoltre convinta che non sia più rinviabile un ragionamento serio sul reddito di cittadinanza. So bene che questo argomento è da sempre oggetto di discussioni e contrasti nella sinistra e con il sindacato, le cui obiezioni sono sicuramente fondate, tuttavia la precarietà del mercato del lavoro, la crisi economica, il crescere delle disuguaglianze e della povertà impongono ormai una rivisitazione degli stessi strumenti lavoristici di sostegno al reddito( ammortizzatori sociali). Poiché tutti prevedono per l’autunno un peggioramento della disoccupazione e quindi un aumento del rischio di povertà sarebbe utile che SeL facesse di questo tema un elemento di discussione e campagna politica per arrivare alla formulazione di una proposta di legge di iniziativa popolare sulle misure pubbliche di sostegno al reddito che coniughi diritto al lavoro e benessere sociale.
Una forza di sinistra non può sottrarsi all’obbligo di proporre una via di uscita dalla crisi basata su una diversa redistribuzione della ricchezza e su un modello di sviluppo che abbia come limite il rispetto dei diritti costituzionali."
Betty Leone

lunedì 3 agosto 2009

Un monito per tutti


"E' certo che il governo deve essere consapevole che nel Parlamento nessuno vuole limitare il diritto-dovere di governare che una maggioranza ha, nel momento stesso in cui dal responso delle urne risulta tale. Al tempo stesso, nessuno da parte del governo può pensare di non doversi confrontare con il Parlamento, perchè questo prevede la nostra Costituzione, e quindi nessuno può pensare di esautorare il Parlamento dal diritto-dovere che ha di controllare, di emendare se lo ritiene, di approvare o respingere un provvedimento del governo".
Gianfranco Fini

domenica 2 agosto 2009

Il Popolo della Libertà


Quello che racconta, così bene, la dottoressa Tononi è quello che noi sentiamo e denunciamo non da mesi ma da anni.
Si tratta di un principio che come appare chiaro può essere applicato, perfettamente e con lo stesso risulato, a diversi contesti istituzionali a prescindere dal colore politico di chi "comanda".
E' una evidente distorsione che prescinde dalle persone (che nel nostro caso sono state anche diverse), è infatti un modello culturale: il modello del potere.
Tutto questo è possibile perchè non esiste, realmente, un'opposizione.
E' vero ovunque.
A Poggio, tanto per fare un esempio, l'assenza del PDL si fa sentire.

La dittatura della maggioranza


"La distorsione culturale della Democrazia è la dittatura della maggioranza, quella che solo pochi decenni addietro si chiamava “regime”, che esclude ogni forma di dialettica interna ad ogni società civile e scaturisce, inevitabilmente, in una frattura insanabile tra governanti e popolo governato; è l’esaltazione della iniqua legge del più forte che impone le sue scelte. La prova che un sistema, inizialmente, democratico vira verso il regime della maggioranza è data dal ricorso al “voto di fiducia” che il leader di una maggioranza pone su un libero esercizio di voto, per garantirsi che la maggioranza precostituita obbedisca agli ordini impartiti. Praticamente l’obbligo, per i rappresentanti del popolo, di tacitare la propria coscienza e mettere il cervello all’ammasso. Il voto di fiducia stronca sul nascere qualsiasi velleità di autonoma capacità di giudizio, di critica, di dibattito, è la negazione stessa della Democrazia.Quando il ricorso a questo strumento diventa sistema di governo, significa che il concetto stesso di democrazia è giunto al fondo del barile. Non contano più nulla i principi dell’etica politica, contano solamente le decisioni di quel leader, peraltro senza alcuna autorevolezza, che impone le sue scelte, solo con l’autorità del potere, non consentendo nessun diritto di critica o di replica o di libero esercizio della coscienza."
Sociologa Paola Tononi

sabato 1 agosto 2009

Ponte, Viadotto o Cavalcavia?


Un ponte è una struttura utilizzata per superare un ostacolo naturale o artificiale, che si antepone alla continuità di una via di comunicazione. Avremo dei ponti propriamente detti se l'ostacolo è rappresentato da un corso d'acqua, avremo dei viadotti se l'ostacolo è una vallata (discontinuità orografica), avremo dei cavalcavia se l'ostacolo è rappresentato da un'altra via di comunicazione.

tratto da: Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Tutti possono ravvedersi



Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

L'Innominato è un personaggio de I promessi sposi chiamato così per il nome sconosciuto.

Egli è una delle figure psicologicamente più complesse e interessanti del romanzo. Personaggio storicamente esistito nel quale l'autore fa svolgere un dramma spirituale che affonda le sue radici nei meandri dell'animo umano. L'Innominato, figura malvagia la cui malvagità più che ripugnanza forse incute rispetto, è il potente cui Don Rodrigo si rivolge per attuare il piano di rapire Lucia Mondella. In preda a una profonda crisi spirituale, l'Innominato scorge nell'incontro con Lucia un segno, una luce che lo porta alla conversione; solo in un animo simile, incapace di vie di mezzo, una crisi interiore può portare a una trasformazione integrale. Durante la famosa notte in cui Lucia è prigioniera nel castello, la disperazione dell'Innominato giunge al culmine, tanto da farlo pensare al suicidio, ma ecco che la Provvidenza e le parole di Lucia lo salvano e gli mostrano la via della misericordia e del perdono. La sua conversione giunge dopo la notte angosciosa, infatti quel giorno giunse nel suo paese il cardinale Federigo Borromeo, personaggio storico. La scelta di Manzoni del personaggio per attuare la conversione non è certamente casuale, infatti solo un uomo di una bontà somma come il cardinale poteva redimere l'Innominato. Questi due personaggi si possono assumere per certi aspetti come opposti. Dopo la conversione l'Innominato cambia completamente e coglie al volo l'occasione per fare del bene in maniera proporzionata al male che fece.