
Pensieri............fra passato e attualità
"I partiti sono soprattutto macchine di potere e di clientela, sentimenti e passione civile, zero. Gestiscono interessi, senza perseguire l'interesse comune, non sono più organizzatori del popolo, formazioni che ne promuovono la maturazione civile e l'iniziativa: sono piuttosto federazioni di correnti, di camarille, ciasuna con un "boss" o un "sotto boss". I partiti hanno occupato gli enti locali. E il risultato è drammatico. Tutte le operazioni vengono viste prevalentemente in funzione dell'interesse del partito o della corrente o del clan cui si deve la carica"
Stralcio liberamente tratto da un'intervista a Enrico Berlinguer (1981)
7 commenti:
"Il diritto nazionale dice la verità all'individuo, o per parlare correttamente, alla persona, all'uomo che non è che uomo, al cittadino che non è che cittadino. Quest'uomo è ciò che può essere, fa ciò che può fare, ma dove si fermano i suoi mezzi si fermano i suoi doveri, e di conseguenza i suoi diritti. La politica è una scienza, perché è un mestiere, o piuttosto un arte. Quest'arte di servire l'interesse generale presuppone istruzione, educazione, tirocinio, competenza. Deve presupporre le condizioni naturali di tutte queste cose. Deve escludere gli intriganti e gli avventurieri. Deve essere esercitata alla luce del sole. Ammesso ciò, deve comportare delle garanzie di utile gestione, e, nello stesso tempo, dei compensi e delle indennità legittime. Il problema è di impegnare all'onorabilità, alla devozione e al disinteresse.
Se la Nazione è composta di famiglie, ci si rende conto che una famiglia o più famiglie sono a dirigerla. Se lo Stato vuol salvaguardare l'elemento nativo della Nazione, deve avere per oggetto essenziale la salvaguardia delle famiglie, ha interesse ad essere famiglia esso stesso: tra i bisogni ai quali è chiamato a rispondere intercorrono delle affinità essenziali.
Si domanderà se è migliore il Governo di più famiglie o quello di una sola? Sotto il regno d'ogni aristocrazia repubblicana, il sentimento pubblico corre il rischio di dissolversi nella competizione delle dinastie di Montecchi e Cappelletti, con troppa facilità in armi l'un con l'altra: il bene pubblico va facilmente in rovina in questa rivalità di interessi, il cui guaio, spesso, è che sono rispettabili e legittimi tanto gli uni che gli altri, e solo la volontà di un Capo li potrebbe dirimere. Solo un solo capo che con l'esperienza tramandatagli da generazioni, senso di responsabilità delle sue azioni, che incarni l'opera politica, lo sforzo nazionale, la funzione unificante e conservatrice in rapporto, non con il suo alter-ego, ma al diritto nazionale per il massimo bene pubblico. Quando lo Stato si forma, non solo le famiglie, ma associazioni di ogni genere sono o formate o abbozzate da tempo. Esso è ben una porzione centrale della società, ma è fatto per difenderla e per organizzarla, non per distruggerla."
Una sintesi del pensiero di Maurras sul concetto di democrazia.
La mistica democratica, per paradosso, ha svilito la fratellanza fra i popoli, in quanto ha guastato il rapporto gerarchico sociale, mettendo in discussione il concetto di gerarchia in se stesso. Ed ecco l'inferiore, disgustato dal proprio ambiente, della propria posizione, di se stesso a causa del risucchio di aria mefitica creato in lui dall'insegnamento dell'uguaglianza, non ha più nulla da ricevere dal superiore e mira soltanto a diventare eguale a lui e a d espellerlo. E il superiore, a sua volta, invece di governare per il bene di tutti, tende soltanto a difendere la propria posizione minacciata. L'invidia da una parte e il timore dall'altra inaridiscono tutti gli scambi vitali. Lo scambio sociale è puro e fecondo soltanto in un mondo in cui il dirigente si sente al sicuro in alto perché il subordinato si sente al proprio posto in basso. Ma oggigiorno esistono ancora scambi? In alti si tratta di difendere e in basso di conquistare. Con la sterile confusione delle classi comincia la sterile lotta delle classi. Non è un paradosso affermare che le barriere sociali molto spesso favoriscono la comunione umana. Vedere i superiori convivere con i subalterni in armonia senza motivi di invidia, mantenendosi legata alla sua posizione sociale, di modo ché, in quegli ambienti in cui le differenze sociali siano accettate e vissute come necessità indiscutibili, la famigliarità poteva accrescersi, da una classe all'altra, senza pericolo di promiscuità: dall'accettazione dell'ineguaglianza nasceva una profonda fraternità. Il messianismo egualitario genera al contrario, nel popolo, la ribellione e la diffidenza nei confronti dei capi, e nei capi, la preoccupazione di mantenere le distanze nei confronti del popolo. Da una parte una reazione aggressiva e dall'altra una reazione difensiva, la guerra invece della comunione. Infatti, quale che sia l'abitudine che la Rivoluzione francese ci ha dato di vedere accoppiate queste due parole, la fraternità non ha quaggiù nemico peggiore dell'uguaglianza.
Concludendo: un regime fondato sull'uguaglianza giuridica tra gli uomini ha bisogno di essere continuamente riscattato e purificato da un severo accrescimento delle ineguaglianze morali.
E' illuminante constatare fino a qual punto due elementi, sinergici fintanto che rimangono distinti l'uno dall'altro, possono diventare antagonisti dal momento in cui una fantasia egualitaria li ha livellati.
La salvezza viene, è vero, dal superiore, ma dal superiore che, invece di isolarsi in se stesso, si inchina con intelligenza e amore su ciò che sta sotto di lui; risiede nel completo riconoscimento , nella perfetta adozione dell'inferire da parte del superiore. La nazione malata guarirà per mezzo della sua élite, ma della sua élite piegata sulle masse, adattata alla necessità del popolo.
il primo effetto di una istituzione sana, è quello di piegare l'egoismo individuale al servizio del bene comune e di far coincidere, nella più larga misura possibile, l'interesse privato e il dovere sociale.
Il male che attanaglia le istituzioni è l'idolatria, che genera indiscutibilmente il caos, da cui ergersi una sorta di pace ipocrita e di ordine tarlato, fondati non sull'unione viva tra le membra dello stesso corpo o i figli dello stesso padre, ma sulle astuzie, le precauzioni e le tolleranze di dei impotenti, una specie di armonia senza fondamento, di equilibrio di acrobati che dura solo un istante e ordinariamente prelude a cadute più profonde, a conflitti più irriducibili e più vani.
Ciao Andrea Citi un passo della "Diagnosi: Saggio di fisiologia sociale" di Gustave Thibon. Uno scritto del 1947. Berluscono non c'era. Non c'erano i mezzi di comunicazione attuali con il loro ruolo di plasmatori del pensiero. Ai tempi del tuo autore era la scuola "l'ordine costituito" che spingeva gli studenti a "..manifestare ciò che non è..". Oggi, consentimi, nella stagione in cui i media possono "orientare tutti i nostri pensieri" quel saggio perde molto valore (è un mio parere). Un invito. Le straordinare e intense letture che dimostri di frequentare dovresti costantemente tradurle al contesto attuale; in questo modo la storia e la cultura sono utili: fanno da fondamento solido al pensiero moderno
Carissimo Maurizio
Grazie in primo luogo per avere ricominciato ad animare questo luogo. Ripartito in un momento di rabbia questo spazio di dibattito lo ritengo necessario perché l'aria asfittica che si respira a Poggio rischia di far morire ogni forma di vita politica.
Ti segnalo questo pensiero (a proposito dei concetti liberamente tratti dalla intervista a Enrico Berlinguer):
Il Soggetto che Berlinguer denunciava come "attore" delle nefaste azioni di occupazione e sfruttamento erano i partiti.
Non vi è dubbio che anche oggi queste ISTITUZIONI fondamentali del nostro ordinamento siano i principali indiziati del degrado della vita pubblica e della pubblica amministrazione.
Ma, a mio modo di vedere, i partiti sono stati:
1) Spogliati delle difese
2) Occupati
3) Trasformati
1) L'opinione pubblica è stata piegata all'idea che i Partiti sono il male ( e non uno strumento a disposizione dei cittadini per la rappresentanza la selezione e il controllo della classe dirigente pubblica)
2) Con la fuga di ogni cittadino per bene da queste "organizzazioni degradate e fuori moda" esse sono state occupate proprio da chi, per il nostro ordinamento, del partito aveva bisogno per accreditarsi come legittimo dirigente.
3) Infine questi partiti sono diventati "PROPRIETA' " di questo o quel Leader e strumento esclusivo per la affermazione dell'interesse del momento.
E la funzione istituzionale e costituzionale (Selezionare, formare, la classe Dirigente e rappresentare le aspirazioni di un popolo)?
Messaggio per i Naviganti:
Fareste amministrare il vostro condominio dal più famoso speculatore edilizio del territorio?
Come ho sempre sostenuto, in prospettiva democratica, che la rappresentazione dei partiti si suddivida in quelli di destra, di sinistra e di centro, è solo una utopia, poiché, pur apparentemente, eletti dal popolo, e quindi col dovere di rappresentarlo, fan di tutto fuorché il bene di esso. Questa non è solo una mia ideologia, ma è un fatto accettato che tutti gli eventi più importanti avvenuti dalla Rivoluzione francese in poi hanno portato al nichilismo, alla disgregazione dei valori morali, dove la famiglia è stata al centro del mirino della nomenklatura dei paesi collettivisti e delle oligarchie finanziare anglosassoni. Il 17 febbraio 1950, J.P. Warburg, davanti al Senato americano, definiva così il grande disegno della Trilaterale, che è formata da personaggi molto importanti, posti nei ruoli essenziali degli Stati, e che tendono a stabilire un "Ordine Mondialista": "Che si voglia o no, noi avremo un governo Mondiale. La sola questione è di sapere se lo si avrà col consenso o con la forza".
Numerosi sono i Framassoni (di Sinistra di Centro e di Destra), che sono manipolati dai "Cerchi Interni" che operano per il Governo Mondiale. Ciascuno viene utilizzato in funzione del suo ideale e della sua competenza: i membri di Sinistra vengono usati per distruggere la religione, la famiglia, l'educazione, l'ordine e l'armata, in nome del laicismo liberale, pacifista generoso, egualitario e della giustizia sociale ( facendosi divulgatori di slogans, tanto per i gruppi framassoni che per le masse);
i membri della Destra sono utilizzati per distruggere le piccole proprietà agricole, l'artigianato, il piccolo commercio, i P.M.E. e le P:M.I., in nome del liberismo economico e del libero scambio, nell'interesse, essi dicono, del dinamismo economico dell'occupazione e dei consumatori, (gli slogan di sempre degli imprenditori e propagandisti);
i membri del Centro, sono utilizzati per distruggere le idee di Nazione e di patriottismo, nel nome dell'amicizia tra i popoli e dell'umanesimo. E il tutto viene coronato da campagne cosiddette antirazziste, in cui si uniscono, in un sol cuore, Destra Sinistra e Centro, in favore di una mescolanza inter-razziale, sradicante tutti gli individui (religione, cultura, tradizioni, lingua, storia), destabilizzante le Nazioni dell'Asia (del bacino Mediterraneo) e dell'Europa, che sono la culla e la sorgente della cultura dell'umanità.
I due maggiori responsabili di tutto questo scempio attuale, gli USA e l'URSS, conservano preso di loro: il nazionalismo patriottico, il super-equipaggiamento militare, le frontiere economiche chiuse, l'obbligo di visto per entrare da loro, l'educazione elitaria, la tecnologia di punta, segreta...; in una parola, l'inverso di ciò che essi propongono e cercano di imporre agli altri. Per quanto riguarda l'URSS, visto che quanto detto si riferisce a scenari geopolitici anteriori l'avvento al potere di Putin, il quale, nonostante i media internazionali lo dipingono come un non democratico, ma solo per il semplice motivo che vuole conservare l'indipendenza nazionale delle risorse energetiche dalle multinazionali occidentali, che mirano ad impossessarsene. Il modus operandi di tali sistemi oligarchici sono racchiusi in alcuni pensieri secondo i quali:" la politica è l'arte di impedire alle persone di occuparsi di ciò che le riguarda.
la guerra è fatta per le brave persone che si uccidono e non si conoscono; per il più grande profitto di persone che si conoscono bene e non si uccidono! "(Paul Valéry)
"Voler conservare il potere, esige il sacrificio della maggioranza per il bene di una minoranza". (Mao Tsé-Toung)
"Vi sono due storie: la storia ufficiale, falsa, e la storia segreta, nella quale sono le vere cause degli avvenimenti". (H. Balzac)
Posta un commento