Il Primo ministro commette reati.
L'Italia non reagisce.
Il Governo prepara la "presa della giustizia" dopo la "presa del parlamento" con la legge "porcata".
L'Italia non reagisce.
Il Primo ministro dichiara che la scuola pubblica insegna cose sbagliate, la demolisce. L'Italia non reagisce.
Uno dei due principali alleati e amici del Primo ministro ammazza migliaia di persone con le bombe; "non voglio disturbarlo" dice l'Italia.
L'Italia non reagisce.
Il ministro della difesa Tedesco si dimette con una lettera che fa venire i brividi.
L'Italia non reagisce.
Perché?
Ve lo dico io perché!
Perché vogliamo veder sgocciolare il sangue dalla bocca dei nostri figli, vogliamo che le teste spaccate dei nostri genitori cominciono a imputridire, abbiamo bisogno che le nostre mogli vengano violentate per reagire. Siamo un popolo vile, servile, furbastro e codardo.
Ci meritiamo esattamente quello abbiamo!

5 commenti:
Ciao Massimo, scusa se invado il vostro pensiero con le mie stravaganti teorie, ma penso che gli italiani debbano avere un alternativa su come arricchire la propria cultura, anche perché la scuola statale come lo è oggi è settaria, per il semplice fatto, che, per fare solo un esempio, una laureata di mi a conoscenza per avere il dottorato si è sentita rispondere che è possibile solo se ha una raccomandazione, al ché lei si è rifiutata per principio morale. Inoltre se si da uno sguardo a quale posizione occupa la scuola italiana rispetto alle omologhe internazionali, ci si può rendere conto che sono a livelli di terzo mondo, anzi il terzo mondo è divenuto quello più sviluppato, vedi il caso India, che sforna geni in continuazione, Quindi penso che una riforma sia necessaria, anche passando per un alternativa a quella pubblica, la quale dovrebbe rimanere quella per eccellenza come qualità e rispetto della dignità dell'individuo, indipendentemente della classe sociale che occupi.
Per inciso, per capire i problemi che oggi stiamo vivendo, è necessario rispolverare con principio revisionista i fatti del Risorgimento italiano, che fu una vera "Rivoluzione italiana", mirante a scindere quello che ha unito i popoli e le culture, ponendo come baluardo quella libertà gnostica che ne fu la causa.
Ti propongo un articolo scritto da Blondet su una mia osservazione, te lo invio per email per questioni di spazio.
Articolo 30. E’ dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli.(...)
Articolo 33. L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento. La repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole statali ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato. (...)
Questo è quello che sancisce la Costituzione, e si capisce chiaramente che la prima istituzione da tutelare per impartire la gusta istruzione ai figli sia la famiglia, la scuola deve essere solo un complemento, atto ad integrare le conoscenze, ed istituire, sulla base meritocratica, il giusto insegnamento, dove siano gli studenti a deciderne il grado. questa è il vero senso di intendere l'istruzione democratica, molto diversa da quella attuale.
Caro Andrea
Se sei d'accordo aprirei un Post proprio sul tema della Scuola.
Lo faccio riportando il testo di Calamandrei che ho citato. E' su questo tema che mi piace provocare gli ospiti di questo Blog. Il tema parallelo, quello della qualità complessiva del sistema scolastico e delle sue aberrazioni, è l'altra questione chiave.
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